da Chiara | Giu 16, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Il colloquio iniziale classico
Dopo aver valutato i curricula ricevuti e selezionato i potenziali candidati per il ruolo che desideri coprire, convoca la persona e assicurati di avere tutto il tempo necessario per effettuare un colloquio senza interruzioni di sorta. Non solo per una questione di buona educazione e di rispetto per chi hai davanti, ma proprio perché, se non presti la dovuta attenzione a tutti i dettagli, il rischio più grosso è quello di assumere la persona sbagliata.
Fermo restando che la certezza di non commettere errori non esiste, almeno cerchiamo di ridurre al minimo il margine di errore.
Dopo aver riletto le competenze del candidato, è importante conoscerne anche la personalità.
Ti elenco alcune domande che ti aiuteranno a comprendere meglio chi hai di fronte.
Importante: dai sempre del LEI, mantenere le distanze è fondamentale!
Domande
- Mi racconti di lei e degli studi svolti
- Ha qualche specializzazione? Quale?
- Perché ha scelto questa specializzazione?
- Mi racconti della sua esperienza lavorativa.
- Che ruolo e che mansioni ha svolto in passato?
- Ha mai lavorato in team?
- Come si è trovata?
- Ci sono state difficoltà? In caso affermativo chiedine la causa e come le ha affrontate
- Cosa pensa di avere sbagliato in passato?
- Cosa ha imparato dai suoi errori?
- Qual è la sua maggiore debolezza?
- Qual è il suo punto di forza?
- Le piacerebbe aumentare le sue competenze?
- Quali?
- È disposta a frequentare corsi di formazione?
- Qual è il maggiore ostacolo che ha incontrato?
- Se dovesse avere un problema di qualsiasi genere con una cliente e avesse carta bianca per muoversi, sarebbe in grado di prendere decisioni in autonomia o ha sempre necessità di direttive dall’alto?
- Quale compenso ritiene adatto alle sue competenze?
- Ha mai avuto dei riconoscimenti per il suo lavoro?
- Se sì, quali?
- Cosa pensa della sua professione?
- Cosa le piace meno di questo lavoro?
- Cosa le piace di più?
- Perché ha chiuso/vuole chiudere l’ultimo/l’attuale rapporto di lavoro?
- Perché pensa di essere adatta al ruolo che offriamo?
- Cosa le interessa meno di questo lavoro?
- Con che tipo di persone le piace lavorare?
- Chi/cosa la mette in difficoltà?
- Che disponibilità di orari ha?
Ovviamente per ogni domanda dai il tempo di rispondere, non è un interrogatorio terzo grado ma un semplice colloquio di lavoro. Fai delle pause per avere e dare il tempo di riflettere, al candidato sulle risposte e a te sulla domanda.
Prendi appunti, non pensare di tenere tutto a mente perché dopo aver visto tre o quattro persone comincerai a fare confusione
Come analizzare i dati raccolti
A fine colloquio, ti consiglio fare una valutazione, magari su un foglio Excel, assegnando un voto alle competenze e alla persona, per avere uno schema riepilogativo quando dovrai rianalizzare le schede dei potenziali candidati e fare la prima scrematura.
Aspetto fisico
È importante, soprattutto nel nostro lavoro: non parlo di bellezza ma di cura della persona, una persona trasandata non è una buona immagine per le clienti
Spigliatezza
Il rapporto con il pubblico è fondamentale, una persona troppo timida o passiva tende a “subire” la cliente e non saperla gestire
Cortesia ed educazione
Il modo in cui si pone e la sua gestualità ti faranno capire se la persona è in linea con te e la tua filosofia
Linguaggio, tono e impostazione della voce
L’utilizzo continuo di termini dialettali, una voce troppo alta, un linguaggio sgrammaticato, o un’aggressività verbale, o se parla troppo velocemente o lentamente
Competenze
Possono essere basiche o specialistiche
Ambizione
La voglia di crescere è importante, è sintomo di amor proprio e, si spera, amore per il proprio lavoro
Disponibilità a formarsi
E’ collegata al punto precedente ed è altrettanto importante
Disponibilità orario
Flessibile, part time, full time
Nel prossimo articolo vedremo un secondo tipo di colloquio chiamato “stress test”, quali domande non fare mai perché sono illegali.
da Chiara | Giu 9, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Nell’articolo precedente abbiamo parlato di alcuni problemi che possono insorgere a causa di una gestione dei dipendenti non ottimale.
Vediamo come prevenirli e gestirli.
Pianificazione
Il lavoro va sempre programmato e organizzato, l’approssimazione non va d’accordo con la buona operatività e non produce i risultati positivi.
In fase di assunzione devi assegnare delle mansioni specifiche ai tuoi collaboratori, non puoi pensare che da soli sappiano sempre cosa e come fare, e soprattutto cosa tu vuoi da loro.
Se non l’hai fatto prima fallo adesso, specificando cosa e come devono portare avanti i loro compiti. Per “come” intendo non solo le modalità ma anche la tempistica, che sia umana (non sono macchine) e accettabile.
Stabilisci ogni step, meglio se scrivi tutto, e poi, in riunione (ne parliamo tra poco), affronti l’argomento,
Cerca di non dare nulla per scontato, ciò che per te è ovvio può non esserlo per altri.
Non pensare di trovare il tuo alter ego perfetto, perché non è possibile.
Ricorda che la tua dipendente non deve essere la tua “compagna di merende” ma qualcuno che lavora per te.
Se non ha il tuo stesso umorismo, pazienza! La cosa importante è che sia la professionista di cui hai bisogno.
Le riunioni
Per fare questo organizza delle riunioni periodiche in cui rivedi e perfezioni sia l’operatività che eventuali problemi emersi, soluzioni attuate e da attuare (ne abbiamo parlato qualche tempo fa in un altro articolo ).
Una volta terminata la riunione stila un verbale di quanto è stato deciso e firmatelo tutti per presa visione.
Perché un domani qualcuno non dica “io non c’ero, e se c’ero dormivo!”
Le regole
Senza regole non c’è gestione, ma si lavora per inerzia a casaccio.
E soprattutto, se non dai delle direttive precise non puoi lamentarti che il lavoro non venga svolto come desideri.
Puntualizzo una cosa: cerca di non pretendere l’impossibile dai tuoi collaboratori e mettili in grado di raggiungere gli obiettivi che fissi. Ho visto titolari arrabbiarsi con le dipendenti che non sapevano effettuare trattamenti che nessuno gli aveva mai insegnato né mostrato.
Vuoi che sia anche una buona commerciale? Saper vendere non è da tutti, penso tu lo sappia, c’è chi è più timido, chi ha mille schemi mentali da cui non riesce ad uscire, chi si fa mille problemi nel proporre un acquisto perché già ha deciso che la cliente non accetterà.
Non è impossibile imparare, ma certamente non è facile né rapido, e non è pensabile che, insegnando la formuletta magica (alias “disco vendita”) in pochi giorni una persona cambi carattere, atteggiamento e mentalità.
Perché ti dico questo? Perché non puoi costringere una persona ad andare contro natura, non sarebbe semplice nemmeno per te.
Se hai delle persone più qualificate o propense alla vendita affida a loro la parte commerciale, risparmierai tempo e soldi. Se invece hai deciso che assolutamente vuoi formare alla vendita tutto il personale senza esclusioni, metti in conto tutte le difficoltà che incontrerete entrambe.
Non è solo dando l’incentivo che la trasformerai, te lo assicuro.
Dai il buon esempio
Sembra ovvio ma non lo è.
Lamentarsi perché le collaboratrici sono poco sorridenti o cortesi se tu sei la prima a inveire contro tutti e tutto, clienti comprese, non è proprio il migliore modello da emulare da offrire.
Ci saranno sempre giornate di tensione, faticose, troppo piene o troppo vuote, che vanno storte da quando alzi la saracinesca fino a sera, ma ce ne saranno anche molte altre, spero sempre di più, in cui il sorriso ti resta stampato sulla faccia, e soprattutto, lo porti nel cuore.
Il nostro lavoro è duro, stancante, ma è anche splendido.
Se lo fai con amore riuscirai a trasferire la tua passione a chi lavora accanto a te (oltre alle clienti) e sarai meravigliosamente contagiosa.
In uno dei prossimi articoli parleremo di come gestire il lavoro di squadra.
E se lei se ne va e mi lascia a piedi?
La porta è aperta, avanti un altro!
Questi ricattini subdoli lasciano il tempo che trovano, se così dovesse essere sappi che ti stai liberando di una marea di problemi che presto o tardi sarebbero emersi comunque.
Quindi festeggia e comincia a cercare la sostituta.
Ma prima di arrivare a questo punto, devi chiederti se è davvero tutta colpa sua se il vostro rapporto non funziona.
E allora cosa faccio?
Lo vedremo nel prossimo articolo, seguimi e vedrai!
da Chiara | Giu 3, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Sono troppo buona, mi fregano sempre!
Quante volte ho sentito questa frase! La titolare sottomessa dalle proprie dipendenti, che si ritrova a dover sottostare ai loro malumori o alla loro inerzia a causa della propria incapacità di far rispettare le proprie direttive, una situazione assurda in cui i ruoli paradossalmente si invertono.
Troppo buona non significa sciocca. Il problema è che spesso, soprattutto chi viene da una gavetta pesante e attribuisce al lavoro e alle persone il giusto peso, tende a dare più del dovuto aspettandosi quantomeno un po’ di riconoscenza, che spesso non arriva. Come si dice? Fai del bene e scordalo fai del male e pensaci!
Devi tenere ben chiaro davanti a te una cosa: il lavoro è una merce di scambio. Tu compri il tempo e la manodopera di una persona in cambio di soldi.
Ovviamente più tempo ti dedica e più elevate sono le sue competenze più è giusto retribuire.
Ma è vero anche il contrario: una persona che lavora poco e male non può assolutamente pretendere di ricevere lo stipendio pari a quello di chi, al contrario, lavora molto, bene ed autonomamente.
Formare una persona costa, perché richiede tempo
…ed il tempo è denaro, sempre. Quindi spendilo nel modo migliore.
Se decidi di inserire una ragazza giovane da formare, innanzitutto devi fare molta attenzione in fase di selezione, assicurati che abbia le qualifiche che ti interessano, o che perlomeno voglia aumentare le proprie competenze facendo corsi di formazione, cerca di capire, per quanto possibile, se è la persona giusta per te.
Lo so, l’umiltà oggi scarseggia un po’ ovunque, ma ti garantisco che se è vero che c’è tanta pigrizia e incompetenza, ci sono anche tante persone che hanno voglia di crescere e non cercano altro che l’occasione per farlo.
Belle parole, ma non mi stanno a sentire
Ti sei chiesta perché?
Spesso vedo titolari che chiedono alle dipendenti di svolgere delle mansioni, per le quali, peraltro, sono pagate. Questo è l’errore numero uno.
Per quale motivo dovresti chiedere? Tu sei il capo e devi ordinarglielo.
Questo non significa assumere il ruolo di despota, ma se fin dall’inizio i ruoli non sono chiari, presto o tardi ti troverai a dover elemosinare l’approvazione delle tue dipendenti, e sarà praticamente impossibile tornare indietro.
Le tratto come delle figlie e questo è il risultato!
Questo è l’errore numero due. Se hai già dei figli penso che tu non abbia bisogno di adottarne altri, e se non ne hai quando sarà il momento fanne di tuoi con la persona che ami!
C’è anche chi arriva a trasformare il rapporto titolare-dipendente in amicizia, la pizza il sabato sera, la condivisione della propria vita privata e della propria emotività.
Niente di più sbagliato.
Puoi essere la titolare più tollerante e gentile del mondo, ma i paletti vanno messi, e li devi TU mettere fin dal primo giorno, perché se vuoi che ti portino rispetto devi far sì che percepiscano la tua autorevolezza.
Diversamente rischi di trovarti nella situazione simile a quella del genitore amico, che poi non riesce più ad imporsi sui figli: devi entrare nel rango di colei/colui che gestisce (gestire significa condurre, amministrare) il Centro estetico in toto: collaboratrici, clienti e fornitori.
E se lei se ne va e mi lascia a piedi?
La porta è aperta, avanti un altro!
Questi ricattini subdoli lasciano il tempo che trovano, se così dovesse essere sappi che ti stai liberando di una marea di problemi che presto o tardi sarebbero emersi comunque.
Quindi festeggia e comincia a cercare la sostituta.
Ma prima di arrivare a questo punto, devi chiederti se è davvero tutta colpa sua se il vostro rapporto non funziona.
E allora cosa faccio?
Lo vedremo nel prossimo articolo, seguimi e vedrai!
da Chiara | Mag 27, 2021 | Marketing
La frequenza delle visite nel centro estetico
Il numero di visite all’anno per cliente è uno dei parametri da monitorare e gestire costantemente: se queste aumentano, il tuo fatturato crescerà in modo proporzionale.
Un po’ di numeri
Per esempio:
- Supponiamo che tu abbia 150 clienti attivi
- Supponiamo che ognuno di loro torni 8 volte l’anno
- Supponiamo che la spesa pro capite a seduta sia di 50 €
100 x 50 x 8 = 40.000
Supponiamo ora di aumentare le visite e portarle da 8 a 10
100 x 50 x 10 = 50.000
In questo modo hai aumentato gli utili con lo stesso numero di clienti, se porti lo stesso numero a 12 ancora meglio
100 x 50 x 12 = 60.000
… e così via
Ovviamente non è semplice, ma se ti focalizzi sui trattamenti che necessitano comunque di “manutenzione”, o di una sequenza di sedute consecutive, ti accorgerai che è meno difficile di quanto sembri.
Come fare in pratica
Comincia da qui:
- Crea pacchetti di trattamenti più corposi
- Istruisci il tuo team sul potere della riprenotazione/frequenza.
- Sii coerente e attiva sui social.
- Comunica regolarmente con l’email marketing o la messaggistica.
- Chiedi sempre il feedback del cliente e agisci di conseguenza.
- Cerca continuamente modi per creare un’esperienza cliente ancora migliore.
- Sii sempre gentile e presente.
- Offri vantaggi ai clienti più fedeli per incentivarli a tornare: eventi VIP, premi in base alla spesa e regali di compleanno.
E i nuovi clienti?
Sono importantissimi anche quelli, ma devi andare sempre per gradi e con ordine o rischi di fare un pasticcio lavorando male ed in modo caotico.
Comincia da ciò che hai a disposizione, ottimizza il più possibile, e poi penseremo al resto, c’è sicuramente molto da fare.
da Chiara | Mag 20, 2021 | Marketing
Il marketing incoerente genera confusione, dubbi e diffidenza
Alta qualità ed economico o qualità mediocre e prezzi alti creano dissonanza.
Comunicare male con i potenziali clienti è un errore madornale molto diffuso che crea un danno non indifferente alla fiducia verso un marchio e alla sua immagine.
È normale che dinnanzi ad un servizio/prodotto economico non ci aspettiamo una grande qualità, soprattutto non osiamo nemmeno avanzare grandi pretese, perché la qualità ha un costo, e bisogna pagarlo.
La ricerca mostra costantemente che il prezzo di un prodotto determina, in una certa misura, il valore e/o la qualità percepiti dalla mente del consumatore.
Specularmente è un errore gravissimo promuovere risultati eclatanti, rapidi e unici facendoli pagare a caro prezzo e poi non mantenere la promessa fatta.
Le persone sono facilmente influenzabili, ormai lo sappiamo, e, in qualità di imprenditori, è necessario prenderne atto ed agire di conseguenza.
Cosa ci dice il neuromarketing?
In un esperimento di neuromarketing, furono radunate 45 persone a cui fu chiesto di assaggiare due vini, uno da 5 dollari e l’altro da 45 dollari, e di dire quale preferissero.
La maggioranza scelse il vino più costoso ma… in realtà si trattava dello stesso vino!
Questo avvenne perché l’associazione mentale naturale è: “prezzo alto= qualità elevata”
Da analisi con risonanza magnetica si è visto che nelle persone che prediligevano il prezzo alto si attivava un’area cerebrale diversa, poiché la loro aspettativa era di ottenere un maggior piacere.
In sostanza sapere che qualcosa ha un determinato valore fa iniziare a credere che questo sia reale.
Quando un cliente sceglie un centro estetico a cui affidarsi, o valuta un trattamento che gli viene proposto, è inconsciamente orientato a fare delle valutazioni che ora sai di poter dirigere in una direzione ben precisa.
Fai in modo che funzioni per te
La cosa migliore ovviamente è adoperarti affinché i tuoi clienti abbiamo una buona esperienza coerente con ciò che cercano o si aspettano.
Quindi lavora in questa direzione, soddisfa le aspettative e fai sempre in modo che ad una promessa corrisponda quanto dichiarato.
Ricorda che le scelte d’acquisto dei clienti, anche quando sembrano razionali, sono dettate dall’emotività, bisogna solo toccare i tasti giusti.
Allora aumento i prezzi?
Non tutti insieme, sarebbe controproducente.
Pianifica gli aumenti ma fai che siano graduali e fallo per pochi prodotti/servizi per volta.
Il marketing richiede pianificazione, strategia, tattica ed azione, l’improvvisazione rischia di sgretolare il lavoro fatto e allontanare i tuoi obiettivi.