da Chiara | Ago 5, 2025 | business, Conto economico, Marketing
Perché utilizzare i KPI inerenti i clienti
Comunicare il messaggio giusto al cliente giusto al momento giusto è fondamentale.
Il punto di partenza è definire i KPI.
Questo significa che devi smettere di monitorare le metriche di marketing che non sono incentrate sul cliente, come le vendite per tipo di prodotto o le entrate generate dal canale di marketing (che affronteremo in uno dei prossimi articoli). Maantenere un approccio incentrato sul cliente richiede un cambiamento di prospettiva verso il modo in cui i singoli clienti si comportano nel tempo e come la tua organizzazione può massimizzare il valore di ogni relazione con il cliente.
Innanzitutto vediamo che queste metriche possono dividersi in due: metriche di alto livello (livello esecutivo) che indicano le prestazioni complessive della strategia di marketing incentrata sul cliente di un’azienda e metriche tattiche (livello manageriale) che evidenziano opportunità di marketing concrete.
I KPI di livello esecutivo
– VALORE GLOBALE DEL CLIENTE
Viene chiamato tecnicamente Customer Lifetime Value (CLV): misura quanto un cliente spenderà nel tuo centro estetico durante tutto il periodo di frequentazione. È la metrica più importante per qualsiasi organizzazione incentrata sul cliente.
CLV funge da “segnavento” che indica se tutto ciò che stai facendo (investimenti in termini di marketing, strategie, offerte, ecc…) sta dando frutti a livello economico a lungo termine.
– EQUITÀ DEL CLIENTE
L’equità del cliente è il valore totale di tutte le nuove relazioni con i clienti create in un determinato periodo. È pari al numero di nuovi clienti acquisiti in un determinato periodo, moltiplicato per il CLV di tali clienti.
Customer Equity fornisce un’ampia visione di quanto valore per il cliente sta creando la tua azienda e se stai raggiungendo l’equilibrio ottimale tra quantità e qualità dei nuovi clienti acquisiti.
Focus sulla tua attività
Come ho scritto nell’articolo precedente all’inizio le metriche possono essere infinite.
L’obiettivo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo gradualmente ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI di livello manageriale.
da Chiara | Lug 28, 2025 | business, Conto economico, Marketing
Trasforma le informazioni in azioni
Desidero partire da un concetto importante, poiché vedo che nel nostro settore stanno nascendo corsi di ogni genere che pretendono di trasformare un’estetista in un commercialista in erba.
Non credo sia utile riempirti la testa di nozioni estremamente tecniche che, per essere comprese a pieno, richiedono competenze importanti che chiaramente non possiedi e che, soprattutto, non hai il tempo (e la voglia?) di acquisire.
Un corso di qualche mese non è in grado di dartele (ci sarà un motivo per cui una laurea magistrale o specialistica in economia si consegue dopo anni di studi e il superamento di numerosi esami!), mentre puoi acquisire competenze e strumenti utili a monitorare e gestire in modo semplificato la tua azienda. Il resto lo dovrà fare il tuo commercialista.
Partiamo dal concetto che se devi misurare qualcosa devi farlo attraverso i numeri, pertanto, dato che ogni aspetto della tua attività dovrà essere calcolato, dovrai trasformare tutto in numero.
Niente paura! Non è così difficile, basta capire il meccanismo
La domanda che in genere mi fanno i clienti quando arriviamo a questo punto è:” Ma cosa ci faccio con questi dati una volta che li ho raccolti?”
I dati in sé sono importanti per avere un quadro generale, ma è ovvio che da soli non bastano: bisogna applicarli alla tua attività affinché anche tu possa utilizzarli a tuo vantaggio.
Comprendere lo stato di salute di un’azienda è fondamentale sia per gli imprenditori che per i loro dipendenti.
I numeri o le percentuali dovranno essere messi in rapporto al passato e/o agli obiettivi che avrai stabilito per capire se li stai raggiungendo, se stai andando nella direzione opposta, o se qualcosa (e cosa) ostacola il tuo percorso. In questo caso si dovrà correggere il tiro.
Analizzando le informazioni raccolte puoi conoscere la salute della tua attività e trasformare i dati in azioni.. vantaggiose.
Andiamo per gradi, troppe informazioni insieme rischiano di confonderti, cominciamo a parlare di questi famosi dati.
I KPI
Gli indicatori di prestazione, chiamati KPI (Key Performance Indicators), misurano il successo di un’azienda rispetto a una serie obiettivi.
I KPI sono un’infinità, primari e secondari, e variano da settore a settore.
I principali sono:
FINANZIARI: per controllare l’aspetto economico (utile, ricavi, spese, ecc).
INCENTRATI SUL CLIENTE: concentrati sull’efficienza, soddisfazione e fidelizzazione della clientela.
INCENTRATI SUI PROCESSI: mirano a misurare e monitorare le prestazioni operative in tutta l’organizzazione.
DI MARKETING: riguarda tutta le azioni di promozione del tuo brand, dei tuoi prodotti e servizi, on-line e off-line
Oggi vediamo gli indicatori chiave di prestazione legati ai dati finanziari, che, come ho scritto prima, si concentrano tipicamente sui ricavi e sui margini di profitto, ma non solo.
I KPI FINANZIARI
I numeri non sono la mia passione, ma ogni imprenditore degno di questo nome gestire l’area finanziaria con competenza. Utilizzare il semplice istinto nel caso migliore lascia che l’attività sopravviva per inerzia, nel peggiore che affondi per incompetenza.
Vediamo gli indicatori principali a cui devi prestare attenzione:
MARGINE NETTO: la più veritiera tra le misurazioni basate sul profitto, rappresenta l’importo delle entrate che rimane, come profitto per un determinato periodo, dopo aver contabilizzato tutte le spese, le tasse e gli interessi dell’azienda per lo stesso periodo. In sostanza indica quanto di ogni euro guadagnato dall’azienda si traduce in profitti, cioè quanto sia efficiente un’azienda nel generare profitti rispetto alle sue entrate. Il margine di profitto netto si riflette sulla redditività di un’azienda e mostra quanto velocemente l’azienda può crescere in una prospettiva a lungo termine.
Margine netto = profitto netto / ricavo
Vediamo un esempio ipotetico: se il margine di profitto netto standard per una profumeria media è del 50%, chiunque abbia una profumeria sa che deve lavorare per raggiungere o superare quella cifra se desidera rimanere competitiva.
MARGINE DI PROFITTO LORDO: misura la percentuale di denaro rimasto dalle entrate dopo aver contabilizzato il costo dei prodotti venduti. Questa metrica è un ottimo indicatore della salute finanziaria di un’azienda, poiché indica se un’azienda è in grado di pagare le proprie spese operative pur disponendo di fondi per la crescita.
Di solito, le organizzazioni hanno un margine di profitto lordo relativamente stabile, a meno che non abbiano apportato modifiche drastiche ai costi di produzione o abbiano subito un cambiamento nelle politiche dei prezzi.
Calcolato come: costi delle merci vendute/ricavi
RAPPORTO CORRENTE: si concentra in gran parte sulla liquidità e può essere calcolato dividendo le attività correnti di un’azienda per i suoi debiti correnti.
Un’azienda finanziariamente sana in genere dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai propri obblighi finanziari per un periodo di 12 mesi.
CAPITALE CIRCOLANTE: è il denaro immediatamente disponibile.
Analizza la salute finanziaria leggendo le attività disponibili che soddisfano le passività finanziarie a breve termine. Il capitale circolante, calcolato sottraendo le passività correnti dalle attività correnti, include attività come disponibilità liquide, investimenti a breve termine e crediti.
Il Capitale Circolante si calcola sottraendo le passività correnti (obbligazioni finanziarie, cioè debiti) dalle attività correnti (risorse con valore monetario, cioè le tue entrate).
CREDITI ESIGIBILI: aiuta a stimare il reddito imminente e calcolare i giorni medi del debitore, mostrando quanto tempo impiega il tuo cliente medio per ripagare il proprio debito.
Una metrica di crediti correnti elevata potrebbe indicare che un’azienda non è in grado di trattare con debitori a lungo termine e quindi di perdere denaro.
Nella tua realtà specifica, se non gestisci correttamente le modalità di pagamento dei tuoi clienti, se fai troppo spesso credito, se lasci aperti pacchetti a lungo, rischi di avere tante ipotesi di guadagno ma realizzare poco nella realtà. In sostanza stai regalando sodi a tasso zero ai tuoi clienti!
VARIANZA DI BILANCIO: che indica come variano i budget previsti rispetto ai totali di budget effettivi. La metrica viene utilizzata per valutare se l’importo preventivato o previsto delle spese o delle entrate soddisfa le aspettative.
Una variazione minima del budget indica che le spese effettive sono uguali o inferiori a quelle previste o che le entrate sono superiori a quanto previsto. Una variazione significativa nei budget è solitamente causata da previsioni troppo ottimistiche o decisioni sbagliate.
RAPPORTO DEBITO/PATRIMONIO NETTO: mostra l’efficacia con cui un’azienda utilizza gli investimenti degli azionisti. Un elevato rapporto debito/patrimonio indica che un’organizzazione sta perdendo investimenti e accumulando debiti invece di generare nuovi profitti dagli investimenti.
FATTURATO DELL’INVENTARIO: Il KPI del fatturato dell’inventario indica l’efficienza con cui un’azienda vende e sostituisce i prodotti stoccati in magazzino durante un determinato periodo di tempo. Quindi riflette la capacità di un’organizzazione di generare vendite e rifornire rapidamente le scorte.
In realtà sono molti i dati che puoi misurare i quest’area come ad esempio la redditività (quanto guadagni dalla vendita dei prodotti) e il tempo di stoccaggio o indice di rotazione (analizza la capacità di gestire la rotazione delle scorte, ovvero di ottimizzare il livello di giacenze di magazzino rispetto ai consumi, ovviamente, che vendi poco, quindi o aumenti le vendite o riduci gli acquisti), il dead stock, ovvero la misurazione del livello raggiunto dalle scorte rispetto ai consumi, per rilevare la presenza di giacenze sovradimensionate, l’analisi ABC, che analizza i movimenti di ogni singolo prodotto.
TEMPO: questa metrica viene spesso sottovalutata, ma ricordati che il tempo è denaro. Ogni minuto in cui tu o i tuoi collaboratori non producete è un costo!
Non devono esistere tempi morti, perché penalizzano la tua attività. Devi essere sempre in grado di capire dove si verificano questi vuoti e porvi rimedio
Focus sulla tua attività
Come ho scritto all’inizio le metriche possono essere infinite.
L’obiettivo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo gradualmente ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI incentrati sul Cliente.
da Chiara | Lug 7, 2025 | Gestione del personale, Marketing
La prima impressione è quella che conta?
Si dice che si hanno pochi secondi per fare una prima buona impressione, ed è verissimo.
A volte, vuoi per la necessità o l’urgenza di trovare la persona da inserire, vuoi per eccessivo buonismo, non si ascolta il proprio istinto, che difficilmente sbaglia, e i problemi, che dentro di noi già avevamo previsto inconsciamente, si presentano puntualmente.
Una stretta di mano moscia, un comportamento scomposto possono già darti delle indicazioni sulla determinazione e sull’atteggiamento più o meno professionale di chi hai di fronte.
Consiglio sempre di fare attendere la persona in sala d’attesa per qualche minuto e osservare come si rapporta con chi sta in segreteria o con le altre persone presenti.
Potresti notare un’eccessiva scompostezza, un atteggiamento troppo amichevole con la segretaria che ancora non conosce, un linguaggio sboccato là dove non ha motivo di mostrare il meglio di sé perché pensa nessuno lo/la veda (un domani si potrebbe verificare altrettanto con le clienti).
Anche la puntualità è importante, arrivare in ritardo (salvo catastrofi incombenti) è sintomo di scarso senso di responsabilità.
Se durante il colloquio comincia a sparlare degli ex datori di lavoro è una cosa molto grave: significa che, oltre a mancare loro di rispetto, non sa cosa siano la fedeltà e, soprattutto, la discrezione.
Altro campanello d’allarme: non mostra vivace interesse per il ruolo che andrebbe a ricoprire, pensa solo ad esaltare le proprie capacità senza considerare il lavoro di squadra e la prospettiva di collaborare con gli altri operatori non gli/le interessa.
Domande consigliate
Già l’abbiamo visto, nei precedenti articoli nel dettaglio, ma ti riassumo qui altre domande da porre al candidato:
Fatti illustrare come la sua esperienza con il lavoro di squadra, capirai così le sue attitudini ad inserirsi in un organico.
Chiedile un suo parere su come veniva svolto il lavoro, pregi e difetti, se ha raggiunto gli obiettivi.
In caso affermativo chiedi a cosa attribuisce il merito, in caso negativo chiedi quali sono le cause secondo lei/lui, gli errori commessi, e come gestirebbe una situazione analoga oggi.
Ti dico questo perché chi sa fare tesoro della propria esperienza è sicuramente prezioso per te, e dimostra una capacità analitica tale da consentire una buona riorganizzazione del lavoro senza dipendere sempre da chi dà le direttive
Nel prossimo articolo vedremo come curare l’inserimento del nuovo candidato e prevenire problemi.
da Chiara | Lug 21, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Individua i punti di forza
E’ risaputo che i team che esaltano ed usano i propri punti di forza ottengono risultati migliori, ma devi ricordare che il successo del lavoro di squadra e l’impegno di ogni persona iniziano a livello individuale.
Secondo John C. Maxwell, autore di importanti libri sulla leadership, un buon lavoro di squadra “fa funzionare il sogno”, il tuo sogno imprenditoriale!
Un maggiore coinvolgimento dei dipendenti e migliori prestazioni del team faranno aumentare i risultati che guidano la crescita organica del tuo Centro estetico.
L’importanza del coinvolgimento personale
Diversi studi hanno dimostrato che esistono delle correlazioni dirette tra il coinvolgimento dei dipendenti e i risultati ottenuti a livello di squadra come:
- maggiori vendite e redditività
- maggiore produttività
- minor turnover e assenteismo
Il miglioramento delle prestazioni nella tua azienda dipende quindi direttamente dalla tua capacità di promuovere e gestire il lavoro di squadra attraverso il coinvolgimento dei dipendenti.
Cosa fare in pratica
STEP 1
Prima che tu possa aspettarti che i tuoi dipendenti lavorino bene insieme, devi sapere cosa fanno naturalmente meglio singolarmente e cosa amano davvero fare.
Questo non significa necessariamente conoscere i compiti e i lavori che ogni persona svolge bene, significa comprendere ciò che rende unico ogni dipendente dotato di un talento intrinseco.
STEP 2
Assicurati di essere in grado di esaltare queste potenzialità, perché riconoscerle e poi non dare modo ai tuoi collaboratori di utilizzarle non serve a molto, anzi, sarà per loro molto frustrante.
Sapere che il datore di lavoro apprezza ciò che sanno fare, li motiverà molto di più e accrescerà la loro autostima, favorendo l’integrazione nella realtà aziendale.
STEP 3
Un approccio basato sui punti di forza individuali è solo una parte di ciò che rende grande una squadra.
Dovrai assicurarti che ogni dipendente sappia cosa ti aspetti da lui e che abbia a disposizione tutti gli strumenti necessari per svolgere correttamente il proprio lavoro.
STEP 4
Crea un ambiente favorevole, la tua filosofia di lavoro si deve respirare e percepire, la devono abbracciare e sentirsi parte integrante del sistema. Per questo è fondamentale che tu riconosca sempre quando hanno svolto bene i loro compiti.
Devi prenderti cura dei tuoi collaboratori, incoraggiare il loro sviluppo personale e professionale e rispettare le loro opinioni.
Aiutali a capire come il loro lavoro si lega alla missione o allo scopo del tuo Centro estetico.
Nel fare questo dovrai favorire un lavoro in cui possano interagire tra loro, e vedrai che nasceranno tra loro anche amicizie reali e durature tra loro.
E’ una questione delicata che, potrei paragonare a quello che fa un genitore quando , con più figli, deve gestire la famiglia senza creare gelosie tra loro e favorendo la serenità e lo sviluppo di tutti indistintamente.
Focus sull’impegno
Un grande lavoro di squadra inizia da un punto fondamentale: devi mantenere il focus sull’impegno, fagli capire quali sono le tue aspettative e metti i tuoi collaboratori nella condizione di superarle
Le riunioni sono importantissime per fare il punto della situazione, non tralasciarle e soprattutto non pensare che siano tempo perso.
Un lavoro ben organizzato aumenta la produttività di tutto l’organico, e di conseguenza aumenteranno sia l’autostima di tutto il team sia il fatturato
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i principali indicatori di salute della tua attività.
da Chiara | Giu 23, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Lo stress test di selezione
Va di moda da qualche tempo, soprattutto tra i “cacciatori di teste”, anche se è una metodica che non amo particolarmente.
Il colloquio consiste nel sottoporre il candidato ad una serie di domande incalzanti con tono aggressivo per metterlo a disagio, a volte facendo lunghe pause per vedere come reagisce all’imbarazzo del silenzio.
Vengono poste domande mirate per valutare quali reazioni scaturiscono da una forte pressione.
Le domande più comuni sono:
– Ha mai lavorato in una situazione stressante? Mi faccia un esempio
– Come l’ha gestita?
– Pensa che i suoi colleghi si siano comportati correttamente?
– Cosa avrebbe voluto fare per affrontare e prevenire quel problema?
Se pensi di essere in grado di effettuare lo stress test questa è la linea da seguire
Lo scopo dello stress test è quello di mettere a disagio la persona che si ha di fronte dopo aver iniziato un colloquio pacato e gradevole, in cui abbasserà la guardia con l’obiettivo di destabilizzarla e vedere come reagisce a situazioni anomale e, appunto, stressanti.
Domande vietate
A volte si tende a fare domande troppo personali che sono vietate proprio perché vanno a ledere la privacy e la sensibilità della persona, invadendone la sfera personale.
Secondo quanto previsto dall’art. 27 del Codice delle Pari Opportunità,
“È vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale”.
E’ quindi vietato chiedere l’orientamento sessuale, politico o religioso, eventuali malattie ereditarie o meno, se intende avere figli, come li gestisce, che lavoro fanno i suoi genitori, ecc
La finalità di un colloquio di lavoro deve sempre essere sempre e solo quella di conoscere le competenze di un candidato e non di indagare sulla sua vita privata o esprimere giudizi sulla persona, i suoi valori o ciò che non è strettamente attinente alla sua valutazione per ricoprire il ruolo richiesto.
Ricorda che il candidato può legittimamente rifiutarsi di rispondere ad una domanda se questa non è funzionale al ruolo richiesto.
Non considerarlo una persona ostile, sta solo salvaguardando i propri diritti, probabilmente al posto suo faresti altrettanto.
Ma tu che cosa offri?
Hai appena finito di esaminare la persona, ma una cosa che spesso non viene considerata è che anche la persona che hai di fronte sta facendo altrettanto con te.
Non si può soltanto chiedere senza dare nulla in cambio. Giustamente tu cerchi una persona che sia in linea con le tue esigenze, ma anche tu devi essere in linea con le sue, altrimenti, presto o tardi, si creeranno situazioni di attrito che sarà poi difficile gestire.
Pertanto, se per te la persona non va bene è meglio che tu glielo dica subito,.
Se invece pensi possa essere adatta a te, almeno al primo acchito, chiarisci subito, oltre a cosa desideri, cosa offri tu, questi sono i quattro punti cardine:
- Retribuzione
- Orario di lavoro
- Formazione
- Organizzazione del lavoro
Ti consiglio di chiarirli bene prima di tutto a te stessa, non sono aspetti banali: devono essere ben specificati fin dall’inizio a scanso di equivoci e malintesi, modificarli successivamente non è corretto, e sarà sicuramente motivo di malcontento da parte del nuovo collaboratore (e quindi genereranno problemi che si ripercuoteranno sulla tua attività).
Riferimenti normativi
Decreto legislativo 198/2006 art. 27, comma 1;
Decreto legislativo 11/04/2006, n. 198 art. 27. Comma 2;
Decreto Legislativo 276/2003;
Decreto Legislativo 215/03
Costituzione della Repubblica articolo 3;
Legge 20/05/1970, n. 300, articolo 8;
Nel prossimo articolo vedremo come scrivere un annuncio di ricerca del personale.