da Chiara | Apr 21, 2026 | Gestione del personale, Marketing, neuroscienza, Scienza, Tecnologie
Il Futuro dell’Estetica non è un Robot: cosa ci insegna davvero Gallup 2026 (e come usarlo nel tuo centro)
Qualche settimana fa è uscito il nuovo report “State of the Global Workplace 2026” di Gallup, il più grande studio al mondo sul lavoro e sul benessere delle persone.
Forse hai visto qualche titolo sui social, ma in pochi lo hanno letto davvero. E ancora meno l’ha guardato con gli occhi di chi lavora con la pelle, le emozioni e la fiducia.
Questo report, se lo leggi con attenzione, parla anche di te, del tuo centro, del tuo staff e del rapporto con le clienti… anche se non citano mai una cabina estetica in tutto il documento.
Eppure, tra le righe, c’è tutta la nostra storia: la disconnessione, la paura della tecnologia, la fame di relazione autentica.
E soprattutto… una grande opportunità.
Il vero problema non è la tecnologia, ma la disconnessione
Il raporto Gallup dice una cosa forte: solo il 20% dei lavoratori nel mondo è davvero coinvolto nel suo lavoro. Il resto è fisicamente presente, ma emotivamente “assente”.
Questo fenomeno, in psicologia, viene chiamato disconnessione emotiva: mano che esegue, mente lontana; corsi frequentati ma poco applicati; protocolli memorizzati ma non interpretati.
Nel tuo centro questo si traduce in modo molto concreto.
Pensa alle clienti che entrano in cabina e sentono che le guardi di sfuggita, che le tocchi senza guardarle davvero, che le tratti come una “voce in agenda” più che come una persona. Capita più spesso di quanto non si creda, diventa routine e nessuno ci fa più caso.
La neuroscienza conferma una cosa banale ma potentissima: le persone ricordano sempre come si sono sentite durante un’esperienza, molto più del risultato tecnico.
Se la tua cliente sente che sei connessa, attenta, curiosa della sua pelle e della sua storia, del suo benessere, e il suo cervello registra: “Qui mi sento capita. Qui mi posso fidare, sto bene.”
È questo il vero collante della fidelizzazione.
L’AI aumenta la produttività solo se c’è una persona competente dietro
Una delle sezioni più interessanti del report Gallup 2026 riguarda l’Intelligenza Artificiale e l’automazione. Il dato interessante non è “ci sono più macchine”, ma come si usa male la tecnologia. Incredibile vero?
Il messaggio è chiaro: l’AI aumenta la produttività solo dove esiste già una metodologia chiara, una leadership competente e una persona che sa guidare la tecnologia, non viceversa.
Nel tuo centro, questo significa che:
-
un software gestionale può ottimizzare agenda e promemoria, ma non sceglie i trattamenti;
-
un macchinario avanzato può erogare energia precisa, ma non decide se è giusto per quel fototipo, quel ciclo o quel tipo di problematica;
-
un protocollo copiato da qualcun altro può funzionare, ma non è “tuo”.
La vera differenza non la fa il laser, il software, lo skin analyzer o il brand. La fa la tua capacità di interpretare dati, pelle e contesto.
Qui entra in gioco la vera‑competenza:
- guardare la pelle e leggere la storia che cela (skincare disordinata, stress, alimentazione, cicli ormonali)
- adattare frequenza, intensità e durata del trattamento;
- costruire il tuo protocollo;
- spiegare alla cliente in modo semplice, chiaro e sicuro cosa stai facendo e perché.
Questo è ciò che un algoritmo non fa.
E questo è ciò che le clienti sono disposte a pagare.
Più digitale = più fame di relazione umana
Il titolo del report Gallup 2026 è “The Human Side of the AI Revolution”, “Il lato umano della rivoluzione tecnologica”.
E il messaggio è chiaro: più il mondo diventa digitale, più le persone cercano luoghi in cui si sentono davvero viste, ascoltate e capite. Sembra un paradosso ma è inevitabile, siamo umani e cerchiamo umanità.
Le clienti che entrano nel tuo centro:
-
passano ore sui social, davanti a video, immagini filtrate;
-
parlano con chatbot, algoritmi, messaggeri automatici;
-
ricevono consigli “personalizzati” basati su dati, non su empatia.
E cosa desiderano davvero?
Tre cose molto semplici: attenzione reale, consulenza personalizzata, fiducia.
Non un protocollo “uguale per tutte”, ma qualcuno che guarda la loro pelle, capisce i cambiamenti e sceglie la soluzione migliore basandosi su esperienza e dati reali, non solo su un algoritmo generico.
Questa è la triade del valore percepito:
la pelle migliora, la mente si sente capita, il portafoglio decide di tornare.
Il rischio che nessuno dice: diventare esecutrice, non professionista
Il dato più interessante dal punto di vista psicologico‑comportamentale è uno: i ruoli più a rischio non sono quelli tecnici, ma quelli senza pensiero critico.
Tradotto: chi si limita a seguire procedure standard, copia‑incolla protocolli, esegue senza interpretare, è sostituibile.
Non da un robot oggi, ma da franchising, centri low‑cost o personale meno qualificato ma più economico.
Tu invece, se sviluppi:
-
capacità di analisi della pelle (fototipo, storia, risposta ai trattamenti),
-
ragionamento clinico‑estetico (non solo “faccio come mi hanno detto”),
-
personalizzazione reale (non solo “nome di protocollo”),
diventi difficile da sostituire.
E questo è il vero vantaggio competitivo: la tua parte “umana” è proprio ciò che la tecnologia non può replicare.
Come usare Gallup 2026 nel tuo centro (da domani mattina)
Non serve una rivoluzione, ma un piccolo cambiamento di mindset. Eccone alcuni che puoi applicare subito, senza stravolgere la tua routine.
- Inizia, per esempio, a riadattare 5 minuti del tuo tempo in più per ogni cliente.
Non per parlare di più, ma per osservare di più, per fare due domande vere su sonno, alimentazione, stress, per registrare mentalmente o su un foglio “cosa cambia rispetto all’ultimo trattamento”.
- Poi, riduci i protocolli “preconfezionati”.
Puoi usare protocolli base, certo, ma adatta energia, tempo e frequenza alle vere esigenze; spiega alla cliente perché stai scegliendo quella variante, non solo “è così”.
- Usa la tecnologia per liberare tempo, non per sostituire te.
Il software gestionale ti aiuta con appuntamenti, promemoria e follow‑up; il macchinario ti dà energia precisa; le app ti aiutano a educare la cliente.
Ma tu, in cabina, resti la mente dietro ogni scelta.
- Forma il tuo staff sulla “lettura” e non solo sull’uso.
Invece di dire solo “così si fa”, inizia a chiedere: “Cosa vedi sul viso di questa cliente?”, “Secondo te, cosa cambia rispetto alla seduta precedente?”, “Come potremmo modificare il protocollo?”.
- Infine, traccia i risultati e usali per decidere.
Fai foto, annota risposte, segui il ciclo di miglioramento o di epilazione.
Usa questi dati per personalizzare i passaggi successivi, per spiegare alla cliente perché qualche zona risponde meglio di altre, per giustificare un eventuale aumento di prezzo legato alla qualità reale, non solo al posizionamento.
Il tuo nuovo ruolo: la tua mente dietro il trattamento
Il report Gallup 2026 non dice che vincerà chi ha più macchinari. Ovviamente anche quelli servono per lavorare bene e meglio, ma basare il proprio lavoro solo ed esclusivamente su questo è un errore che può costare caro.
Dice che vinceranno le aziende e le professioniste che sapranno usare la tecnologia senza permettere che sostituiscano il loro cervello e il loro cuore.
Nel tuo centro questo significa:
-
smettere di essere “schiava” dei protocolli,
-
smettere di seguire ciecamente il fabbricante,
-
iniziare a essere la mente dietro ogni trattamento.
Puoi presentarti in modo chiaro alla cliente:
“Usiamo macchinari avanzati e tecnologie innovative, ma il vero valore è la mia formazione, la mia esperienza e la mia attenzione alla tua pelle. Le impostazioni e le scelte le faccio io, in base a ciò che vedo, sento e so di te e della tua storia.” Non ti suona meglio che dire “Il protocollo è esattamente cosi e basta“?
Questa non è solo comunicazione: è una promessa di valore concreto. Che ovviamente poi devi mantenere.
Una piccola sfida per te, ci stai?
Ti propongo una cosa semplice: scegli una sola azione da questo articolo e applicala per almeno 10 sedute.
Puoi, per esempio:
-
dedicare 5 minuti reali in più alla consulenza, prima di entrare in cabina, per osservare davvero la pelle e fare almeno due domande specifiche;
-
personalizzare almeno un parametro del protocollo in base a ciò che vedi, invece di usare sempre gli stessi valori “di default”;
-
chiedere alla cliente una domanda diversa ogni volta sul suo stile di vita, sul ciclo, sul sonno o sullo stress, per costruire una vera storia di trattamento;
-
fermarti dopo ogni seduta e scrivere 2–3 note su cosa è cambiato rispetto alla precedente, così da iniziare a tracciare in modo semplice i risultati;
-
raccontare a 3 clienti, in modo spontaneo, perché hai scelto proprio quel tipo di trattamento per loro, collegando la tua decisione alla loro storia.
Non serve fare tutto insieme.
Basta iniziare con una sola di queste sfide e osservare cosa cambia: nei commenti, nelle richieste di allungamento o di rinnovo di un pacchetto, nella tua percezione del lavoro, e anche nella soddisfazione delle clienti e tua personale
È proprio da questi piccoli passi che l’estetista‑esecutrice inizia a trasformarsi in un’estetista‑professionista: non tanto per quanti macchinari ha, ma per la qualità della sua presenza, della sua attenzione e della sua scelta.
Se ti va, scrivimi e fammi sapere com’è andata: mi piace pensare che il tuo successo è anche il mio! ❤️
da Chiara | Set 1, 2025 | business, Conto economico, Marketing
L’efficienza del tuo centro è fondamentale, se non performi sei in perdita, e presto o tardi, i conti saranno in rosso.
Per calcolarla devi mettere in rapporto i risultati ottenuti da un processo e le risorse consumate durante il processo stesso.
Vediamo quali sono le metrice che riguardano il processo produttivo.
KPI su servizi/prodotti
- Dimensione media del ticket di servizio/prodotto: prezzo medio di un ticket di servizio o di un prodotto.
- Tasso di prodotti/servizi: tasso di utilizzo/acquisto su tutta l’offerta disponibile
- Tasso di trattamento medio: entrate totali del trattamento in un determinato periodo di tempo diviso per il numero totale di trattamenti eseguiti nello stesso periodo.
- Tempo medio di trattamento: numero totale di ore di trattamento vendute diviso per il numero totale di trattamenti venduti.
- Rapporto di occupazione: percentuale di appuntamenti disponibili prenotati
- Clienti al giorno: numero di clienti al giorno, per servizio.
- Riprenotazione: percentuale di clienti che riprenotano l’appuntamento, per servizio.
- Riacquisto: percentuale di clienti che riacquistano un prodotto, per prodotto
- Percentuale vendita: calcolata sul totale generale, per servizio/prodotto
I KPI sul personale
- Salari vs. Vendite: percentuale del salario del dipendente (al giorno) rispetto a quanto produce nelle vendite (di prodotti/servizi).
- Proposta trattamenti: numero trattamenti proposti e percentuale venduti al giorno, per dipendente.
- Vendite al dettaglio: numero prodotti venduti per dipendente.
- Ore lavorate: espresso in percentuale, per capire quanti spazi vuoti ci sono al giorno
- Durata media: tempo di erogazione, espresso in ore, per servizio e per operatore
- Pulizia/riordino: tempo impiegato per riordino/pulizia/igienizzazione degli spazi, per dipendente
- Tasso soddisfazione collaboratori: anche i dipendenti possono essere insoddisfatti e diventare quindi meno produttivi.
Non si finisce mai di imparare
Probabilmente hai sempre fatto a meno di tutti questi dati e alcuni pensi di averli sotto controllo. Ma un conto è una valutazione empirica e approssimativa basata sulle intuizioni ed un altro è avere dati incontrovertibili alla mano.
Ti garantisco che quando, durante i nostri corsi, analizziamo i KPI ottenuti, la doccia fredda per tutti è quasi sempre assicurata.
Le metriche di controllo sono l’unico modo per avere una risposta certa ai dubbi iniziali, per comprendere dove andare a mettere mano e per apportare le correzioni dovute.
Focus su di te
Come ho scritto all’inizio le metriche possono essere infinite.
L’obiettivo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo gradualmente ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI inerenti il marketing.
da Chiara | Ago 25, 2025 | business, Conto economico, Marketing
I KPI di livello manageriale
Per comprendere i cambiamenti nel CLV o nell’equità dei clienti (di cui abbiamo parlato nell‘articolo precedente) e agire sulle opportunità offerte dai dati, abbiamo bisogno di approfondire specifici KPI di acquisizione e conservazione, chiamati “metriche di livello manageriale”.
– ACQUISIZIONE: CLV per canale
È la visione del CLV dei clienti entrati attraverso diversi canali di acquisizione.
Ti aiuta ad identificare i canali che stanno attirando i tuoi clienti di maggior valore e a ridurre al contempo gli investimenti sui canali che stanno attirando acquirenti con CLV inferiore.
– CONSERVAZIONE: distribuzione dello stato del ciclo di vita
Ti manifesta chiaramente il punto in cui i tuoi clienti escono dal loro ciclo di vita.
Se noti cambiamenti significativi nella distribuzione dello stato del ciclo di vita dei tuoi clienti, esamina ulteriori trigger di fidelizzazione per identificare opportunità di fidelizzazione specifiche del segmento.
– RITENZIONE GENERALE: tasso di ripetizione degli acquisti.
Indica la percentuale di nuovi clienti che ha effettuato un secondo acquisto entro un determinato tempo.
Ti aiuterà a mettere in atto azioni di marketing per educare i nuovi clienti e guidare gli acquisti ripetuti.
– RITENZIONE ASSOLUTA: indica quale percentuale di clienti abituali effettua un altro acquisto entro 2 mesi dall’ultimo.
È utile per creare una strategia di vendita incrociata per introdurli a nuove categorie in base a ciò che hanno comprato in passato.
– TASSO DI RICONQUISTA: indica la percentuale di clienti inattivi o “scaduti” in un determinato periodo che sono stati “riconquistati”, cioè riportati ad acquistare.
Ti aiuta a capire quali clienti stimolare quando mostrano segni di abbandono. Di conseguenza devi impostare nuove strategie di marketing.
– TASSO DI PERDITA: mostra il numero di clienti “persi” in un determinato periodo rispetto al numero di nuovi clienti acquisiti.
Monitorando questi dati metterai in atto un’efficace strategia di recupero per ridurre al minimo il tasso di abbandono dei clienti
Ma tutto questo serve davvero?
Assolutamente sì.
Hai sempre più strade da percorrere, come chiunque ed in qualunque area della tua vita.
Ma se desideri creare un rapporto indissolubile con i tuoi clienti è importantissimo che tu gli riconosca il valore che hanno e che meritano.
La tua attività vive grazie a loro, non è solo una questione economica. Ti può sembrare paradossale che ne parli in un articolo sulla gestione aziendale, ma è così.
Puoi decidere di lavorare senza regole, dalla mattina alla sera, accontentandoti di quello che la routine di sta portando, o puoi avere molto di più, portandoti da spettatrice ad artefice del destino della tua attività.
Ne hai sicuramente le capacità, devi solo avere gli strumenti giusti e le conoscenze per poterlo fare.
E ti garantisco che ce la farai!
Focus sulla tua attività
L’obiettivo di questi articolo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo insieme ai nostri allievi, gradualmente, ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI incentrati sui processi.
da Chiara | Ago 5, 2025 | business, Conto economico, Marketing
Perché utilizzare i KPI inerenti i clienti
Comunicare il messaggio giusto al cliente giusto al momento giusto è fondamentale.
Il punto di partenza è definire i KPI.
Questo significa che devi smettere di monitorare le metriche di marketing che non sono incentrate sul cliente, come le vendite per tipo di prodotto o le entrate generate dal canale di marketing (che affronteremo in uno dei prossimi articoli). Maantenere un approccio incentrato sul cliente richiede un cambiamento di prospettiva verso il modo in cui i singoli clienti si comportano nel tempo e come la tua organizzazione può massimizzare il valore di ogni relazione con il cliente.
Innanzitutto vediamo che queste metriche possono dividersi in due: metriche di alto livello (livello esecutivo) che indicano le prestazioni complessive della strategia di marketing incentrata sul cliente di un’azienda e metriche tattiche (livello manageriale) che evidenziano opportunità di marketing concrete.
I KPI di livello esecutivo
– VALORE GLOBALE DEL CLIENTE
Viene chiamato tecnicamente Customer Lifetime Value (CLV): misura quanto un cliente spenderà nel tuo centro estetico durante tutto il periodo di frequentazione. È la metrica più importante per qualsiasi organizzazione incentrata sul cliente.
CLV funge da “segnavento” che indica se tutto ciò che stai facendo (investimenti in termini di marketing, strategie, offerte, ecc…) sta dando frutti a livello economico a lungo termine.
– EQUITÀ DEL CLIENTE
L’equità del cliente è il valore totale di tutte le nuove relazioni con i clienti create in un determinato periodo. È pari al numero di nuovi clienti acquisiti in un determinato periodo, moltiplicato per il CLV di tali clienti.
Customer Equity fornisce un’ampia visione di quanto valore per il cliente sta creando la tua azienda e se stai raggiungendo l’equilibrio ottimale tra quantità e qualità dei nuovi clienti acquisiti.
Focus sulla tua attività
Come ho scritto nell’articolo precedente all’inizio le metriche possono essere infinite.
L’obiettivo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo gradualmente ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI di livello manageriale.
da Chiara | Lug 28, 2025 | business, Conto economico, Marketing
Trasforma le informazioni in azioni
Desidero partire da un concetto importante, poiché vedo che nel nostro settore stanno nascendo corsi di ogni genere che pretendono di trasformare un’estetista in un commercialista in erba.
Non credo sia utile riempirti la testa di nozioni estremamente tecniche che, per essere comprese a pieno, richiedono competenze importanti che chiaramente non possiedi e che, soprattutto, non hai il tempo (e la voglia?) di acquisire.
Un corso di qualche mese non è in grado di dartele (ci sarà un motivo per cui una laurea magistrale o specialistica in economia si consegue dopo anni di studi e il superamento di numerosi esami!), mentre puoi acquisire competenze e strumenti utili a monitorare e gestire in modo semplificato la tua azienda. Il resto lo dovrà fare il tuo commercialista.
Partiamo dal concetto che se devi misurare qualcosa devi farlo attraverso i numeri, pertanto, dato che ogni aspetto della tua attività dovrà essere calcolato, dovrai trasformare tutto in numero.
Niente paura! Non è così difficile, basta capire il meccanismo
La domanda che in genere mi fanno i clienti quando arriviamo a questo punto è:” Ma cosa ci faccio con questi dati una volta che li ho raccolti?”
I dati in sé sono importanti per avere un quadro generale, ma è ovvio che da soli non bastano: bisogna applicarli alla tua attività affinché anche tu possa utilizzarli a tuo vantaggio.
Comprendere lo stato di salute di un’azienda è fondamentale sia per gli imprenditori che per i loro dipendenti.
I numeri o le percentuali dovranno essere messi in rapporto al passato e/o agli obiettivi che avrai stabilito per capire se li stai raggiungendo, se stai andando nella direzione opposta, o se qualcosa (e cosa) ostacola il tuo percorso. In questo caso si dovrà correggere il tiro.
Analizzando le informazioni raccolte puoi conoscere la salute della tua attività e trasformare i dati in azioni.. vantaggiose.
Andiamo per gradi, troppe informazioni insieme rischiano di confonderti, cominciamo a parlare di questi famosi dati.
I KPI
Gli indicatori di prestazione, chiamati KPI (Key Performance Indicators), misurano il successo di un’azienda rispetto a una serie obiettivi.
I KPI sono un’infinità, primari e secondari, e variano da settore a settore.
I principali sono:
FINANZIARI: per controllare l’aspetto economico (utile, ricavi, spese, ecc).
INCENTRATI SUL CLIENTE: concentrati sull’efficienza, soddisfazione e fidelizzazione della clientela.
INCENTRATI SUI PROCESSI: mirano a misurare e monitorare le prestazioni operative in tutta l’organizzazione.
DI MARKETING: riguarda tutta le azioni di promozione del tuo brand, dei tuoi prodotti e servizi, on-line e off-line
Oggi vediamo gli indicatori chiave di prestazione legati ai dati finanziari, che, come ho scritto prima, si concentrano tipicamente sui ricavi e sui margini di profitto, ma non solo.
I KPI FINANZIARI
I numeri non sono la mia passione, ma ogni imprenditore degno di questo nome gestire l’area finanziaria con competenza. Utilizzare il semplice istinto nel caso migliore lascia che l’attività sopravviva per inerzia, nel peggiore che affondi per incompetenza.
Vediamo gli indicatori principali a cui devi prestare attenzione:
MARGINE NETTO: la più veritiera tra le misurazioni basate sul profitto, rappresenta l’importo delle entrate che rimane, come profitto per un determinato periodo, dopo aver contabilizzato tutte le spese, le tasse e gli interessi dell’azienda per lo stesso periodo. In sostanza indica quanto di ogni euro guadagnato dall’azienda si traduce in profitti, cioè quanto sia efficiente un’azienda nel generare profitti rispetto alle sue entrate. Il margine di profitto netto si riflette sulla redditività di un’azienda e mostra quanto velocemente l’azienda può crescere in una prospettiva a lungo termine.
Margine netto = profitto netto / ricavo
Vediamo un esempio ipotetico: se il margine di profitto netto standard per una profumeria media è del 50%, chiunque abbia una profumeria sa che deve lavorare per raggiungere o superare quella cifra se desidera rimanere competitiva.
MARGINE DI PROFITTO LORDO: misura la percentuale di denaro rimasto dalle entrate dopo aver contabilizzato il costo dei prodotti venduti. Questa metrica è un ottimo indicatore della salute finanziaria di un’azienda, poiché indica se un’azienda è in grado di pagare le proprie spese operative pur disponendo di fondi per la crescita.
Di solito, le organizzazioni hanno un margine di profitto lordo relativamente stabile, a meno che non abbiano apportato modifiche drastiche ai costi di produzione o abbiano subito un cambiamento nelle politiche dei prezzi.
Calcolato come: costi delle merci vendute/ricavi
RAPPORTO CORRENTE: si concentra in gran parte sulla liquidità e può essere calcolato dividendo le attività correnti di un’azienda per i suoi debiti correnti.
Un’azienda finanziariamente sana in genere dispone di liquidità sufficiente per far fronte ai propri obblighi finanziari per un periodo di 12 mesi.
CAPITALE CIRCOLANTE: è il denaro immediatamente disponibile.
Analizza la salute finanziaria leggendo le attività disponibili che soddisfano le passività finanziarie a breve termine. Il capitale circolante, calcolato sottraendo le passività correnti dalle attività correnti, include attività come disponibilità liquide, investimenti a breve termine e crediti.
Il Capitale Circolante si calcola sottraendo le passività correnti (obbligazioni finanziarie, cioè debiti) dalle attività correnti (risorse con valore monetario, cioè le tue entrate).
CREDITI ESIGIBILI: aiuta a stimare il reddito imminente e calcolare i giorni medi del debitore, mostrando quanto tempo impiega il tuo cliente medio per ripagare il proprio debito.
Una metrica di crediti correnti elevata potrebbe indicare che un’azienda non è in grado di trattare con debitori a lungo termine e quindi di perdere denaro.
Nella tua realtà specifica, se non gestisci correttamente le modalità di pagamento dei tuoi clienti, se fai troppo spesso credito, se lasci aperti pacchetti a lungo, rischi di avere tante ipotesi di guadagno ma realizzare poco nella realtà. In sostanza stai regalando sodi a tasso zero ai tuoi clienti!
VARIANZA DI BILANCIO: che indica come variano i budget previsti rispetto ai totali di budget effettivi. La metrica viene utilizzata per valutare se l’importo preventivato o previsto delle spese o delle entrate soddisfa le aspettative.
Una variazione minima del budget indica che le spese effettive sono uguali o inferiori a quelle previste o che le entrate sono superiori a quanto previsto. Una variazione significativa nei budget è solitamente causata da previsioni troppo ottimistiche o decisioni sbagliate.
RAPPORTO DEBITO/PATRIMONIO NETTO: mostra l’efficacia con cui un’azienda utilizza gli investimenti degli azionisti. Un elevato rapporto debito/patrimonio indica che un’organizzazione sta perdendo investimenti e accumulando debiti invece di generare nuovi profitti dagli investimenti.
FATTURATO DELL’INVENTARIO: Il KPI del fatturato dell’inventario indica l’efficienza con cui un’azienda vende e sostituisce i prodotti stoccati in magazzino durante un determinato periodo di tempo. Quindi riflette la capacità di un’organizzazione di generare vendite e rifornire rapidamente le scorte.
In realtà sono molti i dati che puoi misurare i quest’area come ad esempio la redditività (quanto guadagni dalla vendita dei prodotti) e il tempo di stoccaggio o indice di rotazione (analizza la capacità di gestire la rotazione delle scorte, ovvero di ottimizzare il livello di giacenze di magazzino rispetto ai consumi, ovviamente, che vendi poco, quindi o aumenti le vendite o riduci gli acquisti), il dead stock, ovvero la misurazione del livello raggiunto dalle scorte rispetto ai consumi, per rilevare la presenza di giacenze sovradimensionate, l’analisi ABC, che analizza i movimenti di ogni singolo prodotto.
TEMPO: questa metrica viene spesso sottovalutata, ma ricordati che il tempo è denaro. Ogni minuto in cui tu o i tuoi collaboratori non producete è un costo!
Non devono esistere tempi morti, perché penalizzano la tua attività. Devi essere sempre in grado di capire dove si verificano questi vuoti e porvi rimedio
Focus sulla tua attività
Come ho scritto all’inizio le metriche possono essere infinite.
L’obiettivo è darti una panoramica generale, che non si addentri, per quanto possibile, in argomenti troppo tecnici.
Durante i nostri corsi sviluppiamo gradualmente ogni indicatore per ottenere una gestione aziendale semplificata efficace, tramite lezioni ed esercizi pratici.
Ciò che sembrava impossibile diventa finalmente realizzabile.
Nel prossimo articolo vedremo quali sono i KPI incentrati sul Cliente.