La criolipolisi è legale in estetica? Cosa dice davvero la legge (e perché molti centri stanno rischiando)
Negli ultimi anni la criolipolisi è diventata uno dei trattamenti più richiesti nel mondo dell’estetica. Promessa semplice, forte appeal commerciale, risultati visibili: il mix perfetto per attirare clienti.
Ma c’è un problema che pochi affrontano con chiarezza: in Italia, la criolipolisi non è una tecnologia autorizzata per l’utilizzo nei centri estetici. E ignorarlo può avere conseguenze molto più serie di quanto si pensi.
Il punto normativo: cosa prevede il D.M. 206/2015
Il riferimento normativo per le apparecchiature utilizzabili in estetica è il D.M. 206/2015, che definisce in modo preciso quali tecnologie possono essere impiegate dall’estetista.
La criolipolisi non compare tra queste. Questo non è un dettaglio tecnico, ma un confine giuridico chiaro: significa che il trattamento rientra nell’ambito medico e non estetico.
Tradotto in termini pratici, utilizzare una criolipolisi in un centro estetico equivale a operare al di fuori delle competenze previste dalla legge e commettere dei reati penali, come lesioni colpose e l’abuso della professione medica.
Il grande equivoco: “Se è in vendita, è legale”
Molti professionisti arrivano alla criolipolisi (e non solo) attraverso un ragionamento semplice: se un macchinario è venduto liberamente, allora il suo utilizzo deve essere consentito.
È qui che nasce l’errore.
La vendita di un dispositivo non determina automaticamente la sua liceità d’uso in un determinato contesto professionale. Questo vuol dire che un’apparecchiatura può essere acquistata, ma non necessariamente utilizzata legalmente in un centro estetico.
Alcuni venditori sfruttano proprio questa ambiguità.
Mostrano altri centri che la utilizzano, normalizzano la pratica e spostano l’attenzione sul potenziale guadagno. È un meccanismo psicologico molto efficace: quando qualcosa sembra diffuso, il cervello abbassa la percezione del rischio.
Ma la legge non funziona per percezione.
Responsabilità: chi paga davvero
Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda la responsabilità. In caso di controlli o, peggio, di danni al cliente, la responsabilità ricade esclusivamente su chi esegue il trattamento.
Non sul venditore.
Non sul produttore.
Non su “chi lo fa da anni”.
Su di te.
Questo comporta rischi concreti:
Responsabilità civile e penale
Possibile scopertura assicurativa
Sanzioni e sospensione dell’attività
È un punto cruciale: quando si esce dal perimetro normativo, si esce anche dalle tutele.
Non basta aver fatto firmare un consenso informato in questo caso, perché questo macchinario in un centro estetico non deve starci a prescindere.
I rischi clinici: non è un trattamento “soft”
Spesso la criolipolisi viene comunicata come una soluzione non invasiva e sicura. In realtà, si tratta di un processo che agisce sul tessuto adiposo attraverso il freddo controllato. E non parliamo di pochi gradi sottozero, ma temperature bassissime.
Se gestita in modo improprio o fuori da un contesto medico, può comportare complicanze rilevanti:
Ustioni da freddo
Danni ai nervi periferici
Necrosi del tessuto
Questi non sono semplici effetti collaterali estetici, ma eventi clinici che richiedono competenze sanitarie per essere gestiti.
Ed è proprio questo il motivo per cui la tecnologia non è inclusa tra quelle estetiche.
Il vero tema: posizionamento e fiducia
Oggi il mercato dell’estetica sta cambiando rapidamente.
Da una parte ci sono operatori che inseguono trattamenti “di tendenza”, spesso senza valutare a fondo implicazioni legali e sanitarie. Dall’altra ci sono professionisti che costruiscono il proprio valore su sicurezza, conformità e trasparenza.
Nel breve periodo, entrambe le strade possono sembrare valide.
Ma nel lungo periodo, solo una costruisce un business solido.
Il cliente moderno è molto più sensibile di quanto sembri: anche quando non conosce la normativa, percepisce il livello di professionalità, sicurezza e affidabilità di un centro., e qualche domanda se la fa.
Questa percezione guida le sue scelte.
Legalità come leva di marketing
Essere a norma non è un limite operativo, è un posizionamento strategico.
Significa poter comunicare con autorevolezza, ridurre i rischi, aumentare la fiducia e distinguersi in un mercato sempre più affollato e confuso.
In un contesto in cui molti promettono risultati, chi garantisce sicurezza ha un vantaggio competitivo reale. Non sta perdendo clienti, ma esattamente il contrario.
Conclusione
La criolipolisi non è semplicemente “un trattamento in più”. È oltre linea di confine tra estetica e ambito medico, tra scelta consapevole e rischio sottovalutato.
In un settore dove la fiducia è tutto, rispettare la legge non è solo un obbligo, È una strategia.
Proteggere i clienti significa proteggere il proprio business. Sempre.
FONTI
F Caso studio PubMed (2017): Frostbite con necrosi sostanziale del fianco dopo criolipolisi in salone di bellezza. Caso studio PMID: 28379099
Ricevo quotidianamente contatti via email, piuttosto che telefonici e Whatsapp da parte di centri estetici, che mi chiedono un consiglio su quello che riguarda diversi settori.
Gli argomenti spaziano dall’area amministrativa, al Marketing. In questo periodo spesso ricevo molte richieste di aiuto sulle normative vigenti nel settore della Bellezza e dell’Estetica.
Quindi mi sembrava giusto condividere con voi queste informazioni rispondendo ad ognuna di Voi attraverso una nuova rubrica periodica.
Un pò come la posta del cuore, con un’interazione diretta, dedicata ai singoli ma al tempo stesso al servizio di tutte.
Cos’è la certificazione CE?
Cominciamo dalla prima email.
Mi scrive Paola da Bergamo:
Sto cercando di informarmi riguardo la Hyaluron Pen.
L’azienda che mi ha contattato mi ha detto che con il certificato CE sono a posto con la normativa.
Risposta:
Allora Paola, non è così assolutamente! La certificazione CE non è l’unica documentazione di corredo di un dispositivo quando lo introduce all’interno del centro estetico. Prima di tutto chiariamo bene che cos’è una certificazione CE.
La certificazione CE è un certificato che l’azienda produttrice oppure il distributore autorizzato devono fornire obbligatoriamente a chi acquista il dispositivo/macchinario. Infatti ce l’ha il tostapane, ce l’ha il phon di casa e devono dunque averlo tutti i dispositivi che noi introduciamo nel nostro Centro Estetico. E’ un certificato che dichiara la conformità del dispositivo/macchinario alla normativa europea.
Posso usare la Hyaluron Pen?
Molto spesso questi certificati non ci sono o sono addirittura fasulli. Perciò bisogna anche verificarne la fonte. Con questo voglio dire che se ti affidi ad un dispositivo/macchinario che costa la metà del “fratello più blasonato”, ti si dovrebbe già accendere una lampadina.
Perché nel certificato di conformità sono specificate tutte le varie norme a cui il dispositivo è conforme.
Quindi la certificazione CE è indispensabile, ma non è l’unico requisito necessario.
Infatti se la tua Hyaluron Pen ha un certificato di conformità valido, non è detto che tu la possa utilizzare.
Infatti per poterla utilizzare le varie norme richiamate nel certificato di conformità devono corrispondere a quello che è scritto nel decreto 206/2015. Questo decreto che mi sentirete richiamare una miriade di volte (e che trovi inversione stampabile a fondo pagina) è la bibbia dell’estetista. In questo decreto sono compresi tutti i dispositivi che l’estetista può utilizzare nel Centro Estetico.
Se il dispositivo non è incluso nelle schede che compongono il decreto significa che quel dispositivo è fuorilegge!
Poichè la Hyaluron Pen non compare nel suddetto decreto, è anchessa fuorilegge!
Se ti dicono che la legge sta per uscire, benissimo…
…ti stanno dicendo che la legge non c’è, quindi per ora non puoi utilizzarla.
Mettici un bel mattone sopra e lavora secondo la norma.
Quindi anzi grazie per esserti informata prima di fare un passo falso perché farlo successivamente diventa troppo tardi.
Hyaluron Pen e prodotti da veicolare
Mi scrive Franca da Nola chiedendomi:
La Hyaluron Pen si può utilizzare con di prodotti cosmetici? Ho visto un servizio su Striscia la Notizia dove dicono che l’estetista non può utilizzare farmaci.
Risposta:
Franca già lo sai noi estetiste i farmaci non li possiamo utilizzare, ma facciamo un passo indietro. la Hyaluron Pen è nata qualche anno fa per la somministrazione da parte del medico di farmaci. quindi viene utilizzata per portare nel derma papillare (in genere sono dei filler che essendo meno resistenti, hanno una durata molto più breve). Quindi considerato che si tratta di farmaci, l’estetista non lo può utilizzare.
Se ti dicono che la Hyaluron Pen non somministra farmaci (per tranquillizzarti), ma dei cosmetici, tranquilla non devi stare assolutamente! Perché inserendo dei cosmetici, porteremmo in questo caso sotto pelle e quindi nel derma papillare ad una profondità che a noi assolutamente vietata un materiale (cosmetico), che per sua definizione deve lavorare sulla superficie.
Diciamo che un prodotto cosmetico (in quanto tale) è sicuro perché il suo indice di pericolosità è molto basso. Pertanto non sono obbligatori per le aziende produttrici determinati test che sono invece previsti per legge nel caso di un farmaco.
Il farmaco infatti deve essere testato, studiato, poi seguono una serie di follow up, perchè interagisce a livello di molecolare in maniera completamente diversa.
Quindi, se ti dicono tranquilla fatti furba:
Se ti suggeriscono di usare ad una determinata profondità un cosmetico, assolutamente no! Il cosmetico, come detto sopra, a quella profondità non lo devi mandare!
Se ti dicono tranquilla tanto è un farmaco (quindi è sicuro), ugualmente non puoi usarlo in quanto trattasi di un farmaco.
In Italia tutto ciò è già chiaro, poichè semplicemente la Hyaluron Pen non è inclusa nel decreto 206/2015.
Per trasmetterti la necessità di elevare l’attenzione su questo dispositivo, anche agli altri stati hanno dovuto alzare le antenne di fronte a questo strumento.
In canada per esempio, da maggio 2019 il Ministero della Salute ha chiesto a tutte le aziende di non vendere più la Hyaluron Pen alle estetiste ed ha avvisato le estetiste che non devono assolutamente acquistarla.
Quali danni può causare la Hyaluron Pen?
Perché secondo quanto riportato da un’informativa del governo canadese “i rischi di potenziali effetti sono:
Reazioni infiammatorie da parte della cute;
Ematomi con fuoriuscita di sangue e di versamenti;
ascessi con complicanze da di addirittura livello batterico (con presenza di lividi sulla pelle).
l’uso improprio di questo dispositivo può includere questi rischi addizionali:
Infezioni batteriche o micotiche per contaminazione durante il riempimento cutaneo.
Diffusione di malattie tra tra un cliente l’altro (perché il dispositivo si utilizza su più persone).
Danni alla pelle, agli occhi o ai vasi sanguigni, dovuti o un’eccessiva pressione ad errore umano (quindi un errore da parte dell’operatore)”.
Conclusioni
Dunque, il fatto che non abbia aghi, non significa che non sia pericoloso.
Il nostro decreto non comprende questa Hyaluron Pen, quindi non si può assolutamente utilizzare!
Spero di aver finalmente risposto in maniera esaustiva a franca ed a tutte coloro che sono ancora “borderline” e stanno cercando di capire se la si possa o meno utilizzare.
A breve vi darò anche altre notizie. Intanto vale la pena ricordare che una brava estetista non deve utilizzare dispositivi pericolosi. Deve lavorare per dare benessere alle proprie Clienti, migliorarne l’aspetto estetico senza giocare a fare il dottore.
Mettere a rischio la salute delle vostre Clienti non vi rende migliori. Vi Rende soltanto delle pessime estetiste.
Se volete contattarmi, scrivetemi su info@wellnessproject.eu oppure lasciate nell’area commenti sottostante i vostri dubbi. Vi risponderò personalmente.
Ti sembra naturale tutto ciò? Purtroppo non lo è affatto!
Se questo è il genere di riunioni a cui sei abituato, devi sapere che non devi prenderlo come il Top delle esperienze di orientamento degli obiettivi e coordinamento delle risorse.
Riunioni Utili e Riunioni Inutili
La maggior parte dei Centri estetici non ne fa, o meglio, fa incontri col personale ritagliando nei tempi morti degli spazi per discutere di questioni impellenti (di solito scontri tra membri del personale o discussioni con clienti, quasi sempre problemi di varia natura). Ti suona familiare?
La sola parola riunione, soprattutto per chi ha esperienza di lavoro in team in grandi aziende, fa venire i brividi. Purtroppo noi tutti ne abbiamo “subite” tante in passato.
Normalmente il termine “riunione” è sinonimo di ore ed ore buttate al vento per ascoltare noiose disquisizioni su vari argomenti mentre si desiderava essere decisamente altrove. Il problema maggiore è che al loro termine si finisce per capire che sarebbero bastati pochi minuti per esprimere gli stessi concetti, o peggio, si sarebbe potuto evitare di farlo.
Dati che impattano sulla produttività
In sostanza nella maggior parte delle riunioni si parla troppo e si conclude poco, oppure, viceversa, le riunioni sono troppo brevi, parla solo il capo, ma senza accorgersi di disappunti, disinteresse o difficoltà di comprensione manifestati con reazioni più o meno velate dagli altri partecipanti. Come conseguenza, a posteriori, salta fuori che la riunione è servita solo a perdere tempo, anziché portare risultati concreti. Insomma, un vero disastro!
Dati statistici alla mano, è stato rilevato che più o meno il 50% del tempo trascorso in riunione va sprecato. Se un’azienda riuscisse a recuperare anche una piccola percentuale di questo tempo, i guadagni in termini di produttività sarebbero enormi.
Ma non è solo questione di produttività, ma anche di motivazione personale.
La Programmazione è fondamentale
I dipendenti che partecipano a una riunione desiderano di partecipare attivamente e che la loro presenza faccia la differenza. Quando invece hanno la percezione che il tempo dedicato sia disperso, il rischio è che queste riunioni diventino fonte di demotivazione, sollevando diversi dubbi sull’effettiva utilità di un’altra riunione.
Detto questo, programmare incontri periodici cadenzati è fondamentale per la tua attività.
E’ importante pianificare queste riunioni per gestirla al meglio, per organizzarla, per prevenire eventuali problemi e non doverci mettere mano quando ormai diventa troppo tardi.
Ovviamente le riunioni vanno fatte seguendo un iter ed un metodo ben precisi, coinvolgendo solo le persone che ha un senso che vi partecipino, perseguendo degli obiettivi determinati senza andare fuori dagli schemi prefissati.
Le riunioni sono per tutti?
E se lavori da sola? Non ne devi fare? Certo che sì!
Non puoi non riservare del tempo ad una cosa tanto importante.
Non sentirti ridicola, e non pensare che sia una cosa sciocca: ogni professionista che si rispetti dedica del tempo all’osservazione e alla pianificazione della propria attività.
Non puoi pensare alle prossime promozioni, ai cambiamenti o alle innovazioni da apportare mentre stai lavorando o portando i bambini a scuola, e nemmeno a fine giornata quando sei esausta e le tue energie sono praticamente esaurite.
Programma incontri con te stessa, nel silenzio, cellulare spento, prendi appuntamento con l’imprenditrice che è in te e sfrutta al massimo questo tempo, è prezioso e ti aiuterà a focalizzarti sulle cose davvero importanti senza farti vivere la tua giornata lavorativa come un fiume in piena che ti travolge e porta via senza farti respirare.
Segui queste piccole grandi regole e vedrai che il tuo lavoro sarà meglio organizzato e gestito e le tua giornate saranno più tranquille.