da Chiara | Mag 20, 2021 | Marketing
Il marketing incoerente genera confusione, dubbi e diffidenza
Alta qualità ed economico o qualità mediocre e prezzi alti creano dissonanza.
Comunicare male con i potenziali clienti è un errore madornale molto diffuso che crea un danno non indifferente alla fiducia verso un marchio e alla sua immagine.
È normale che dinnanzi ad un servizio/prodotto economico non ci aspettiamo una grande qualità, soprattutto non osiamo nemmeno avanzare grandi pretese, perché la qualità ha un costo, e bisogna pagarlo.
La ricerca mostra costantemente che il prezzo di un prodotto determina, in una certa misura, il valore e/o la qualità percepiti dalla mente del consumatore.
Specularmente è un errore gravissimo promuovere risultati eclatanti, rapidi e unici facendoli pagare a caro prezzo e poi non mantenere la promessa fatta.
Le persone sono facilmente influenzabili, ormai lo sappiamo, e, in qualità di imprenditori, è necessario prenderne atto ed agire di conseguenza.
Cosa ci dice il neuromarketing?
In un esperimento di neuromarketing, furono radunate 45 persone a cui fu chiesto di assaggiare due vini, uno da 5 dollari e l’altro da 45 dollari, e di dire quale preferissero.
La maggioranza scelse il vino più costoso ma… in realtà si trattava dello stesso vino!
Questo avvenne perché l’associazione mentale naturale è: “prezzo alto= qualità elevata”
Da analisi con risonanza magnetica si è visto che nelle persone che prediligevano il prezzo alto si attivava un’area cerebrale diversa, poiché la loro aspettativa era di ottenere un maggior piacere.
In sostanza sapere che qualcosa ha un determinato valore fa iniziare a credere che questo sia reale.
Quando un cliente sceglie un centro estetico a cui affidarsi, o valuta un trattamento che gli viene proposto, è inconsciamente orientato a fare delle valutazioni che ora sai di poter dirigere in una direzione ben precisa.
Fai in modo che funzioni per te
La cosa migliore ovviamente è adoperarti affinché i tuoi clienti abbiamo una buona esperienza coerente con ciò che cercano o si aspettano.
Quindi lavora in questa direzione, soddisfa le aspettative e fai sempre in modo che ad una promessa corrisponda quanto dichiarato.
Ricorda che le scelte d’acquisto dei clienti, anche quando sembrano razionali, sono dettate dall’emotività, bisogna solo toccare i tasti giusti.
Allora aumento i prezzi?
Non tutti insieme, sarebbe controproducente.
Pianifica gli aumenti ma fai che siano graduali e fallo per pochi prodotti/servizi per volta.
Il marketing richiede pianificazione, strategia, tattica ed azione, l’improvvisazione rischia di sgretolare il lavoro fatto e allontanare i tuoi obiettivi.
da Chiara | Mag 14, 2021 | Marketing
Le parole sono un potente strumento di marketing
Il cervello umano è programmato per cercare il piacere ed evitare il dolore, ma non tutti reagiamo agli stessi stimoli e nello stesso modo: alcune persone sono più concentrate sul raggiungimento di un guadagno mentre altre adottano un approccio più cauto e cercano evitare una perdita.
Per esempio OTTIENI €10 di sconto sul tuo trattamento XXX o RISPARMIA €10 sul tuo trattamento XXX significano la stessa identica cosa ma colpiranno due tipologie di clienti differenti e sono molto più potenti della semplice frase “Trattamento XXX in promozione”.
La prima, OTTIENI, attirerà chi vuole tutto e subito e vuole fare l’affare del giorno, la seconda, RISPARMIA, colpirà chi è focalizzato sul prevenire una perdita e vuole sentirsi al sicuro.
Poiché non puoi sapere a quale delle due tipologie appartengono i tuoi clienti puoi per esempio usare una frase nel titolo e una nel corpo del testo, o fare due promozioni invertendole di posto.
Altre parole di marketing magiche
- Garantito: i clienti sanno di avere tutto da guadagnare e niente da perdere.
- Sicuro ed efficace: riduce al minimo qualsiasi preoccupazione e crea fiducia, particolarmente importante per trattamenti con tecnologie o quando si introducono nuovi servizi
- Gratuito: tutti amano le cose gratis, ma attenzione al messaggio che trasmetti, c’è sempre il rischio che non se ne percepisca il valore.
da Chiara | Mar 3, 2021 | Marketing
ESSERE O APPARIRE?
Uno dei grandi errori che vedo spesso commettere da parte dei Centri estetici è che si preoccupano tanto, forse troppo dell’immagine personale della titolare o del team anziché dare priorità alla promozione dei trattamenti e dei servizi che interessano ai loro clienti.
È vero, siamo in un momento storico particolare, la nostra è diventata la società dell’apparire, Facebook e Instagram la fanno da padroni, ma non dimentichiamoci che gli utilizzatori di questi mezzi sono sempre degli esseri umani, con esigenze e punti deboli da colpire.
Quindi il Salone X che posta continuamente immagini della titolare con la bocca a cuoricino, o la fotografia dei suoi splendidi bambini sorridenti, o delle torte che ha appena cucinato con grande estro… francamente sta spendendo energie in qualcosa che è poco utile per la propria attività.
Alle tue clienti di tutto questo importa ben poco, e anche se mettono tanti bei likes non significa molto, li mettono ovunque a chiunque, poi magari qualcuna sarà anche affezionata, ma se vogliamo utilizzare i social per dare tono e risalto alla nostra attività non è il modo corretto di gestirli.
Le carezze al nostro ego e alla nostra autostima facciamole utilizzando un profilo personale, ma separiamo nettamente la vita professionale da quella privata.
Da una recente indagine di mercato è emerso che oltre il 50% delle persone che hanno messo un likes ad una foto o ad un post sui social non si ricordano né di averlo fatto, né di averne letto il contenuto.
Questo perché il “like” spesso è un gesto impulsivo, istintivo, che lascia un po’ il tempo che trova.
Ma è anche vero che, poiché immagini e video restano più impressi se vanno a colpire i nostri interessi, è più intelligente, quando si parla di un’attività imprenditoriale, utilizzarli per fare business con azioni di marketing mirate.
SEI SICURA CHE LE TUE CLIENTI TI ADORINO DAVVERO?
Alle tue clienti, brutto a dirsi ma è così, importa di te molto meno di quanto tu creda, ed è normale, si preoccupano più di sé stesse, sono profondamente egoiste… fa parte della natura umana.
Guarda i siti e le pagine social dei tuoi concorrenti, quelli che spiccano per competenza e professionalità sono pochi.
Ricorda che quando una potenziale cliente approda sulla tua pagina vuole solo una cosa: sapere se tu hai quello che va bene per lei.
Quindi ok la cortesia, ok la cordialità, ma innanzitutto devi dimostrare (e hai pochi secondi per farlo) che tu sei quello che loro stanno cercando.
Prova a ragionare su come TU effettui le tue scelte quando decidi di voler acquistare qualcosa o andare da qualche parte.
Che cosa guardi? Il prezzo? Sì, certo, ma alla fine non è sempre quello il fattore determinante, se il prezzo è basso ma non ti consente di avere quanto desideri passi oltre.
Sta tutto qui, nel capire quali sono gli altri parametri che influenzano una decisione.
Te ne elenco alcuni che sono emerse da indagini di mercato effettuate presso attività di vario genere:
- Accesso / parcheggio = è facile da raggiungere
- Offerte last minute
- Mi piace il nome
- Il personale è sempre cordiale, sorridente e disponibile
- Come fanno loro il trattamento XYZ non lo fa nessuno
IL PREZZO CONTA DAVVERO PIU DI TUTTO?
Il prezzo non dovrebbe mai essere un fattore decisivo, a meno che non sia seriamente il tuo modello di business.
Ti invito a farti una domanda: perché lavorare sodo per guadagnare meno quando potresti guadagnare di più?
Se vuoi puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità è una tua scelta, ovviamente, ma considerato che il mercato si sta sempre più velocemente dividendo in due e la tipologia di negozi low cost è fin troppo comune, rischi di trovarti nella condizione di avere pochi clienti che acquistano a prezzo basso, dover per forza abbassare la qualità di prodotti e servizi, ridurre gli utili e così facendo candidarti ad un declino certo ed inesorabile.
COSA FARE PER DARE UNA SVOLTA
Ci sono due cose che potresti iniziare a fare se vuoi dare una svolta:
- Innanzitutto chiarisciti bene le idee, cerca di capire senza ombra di dubbio perché le tue clienti vengono da te e cosa vogliono, poi esalta ciò che hai individuato con determinazione, senza distrazioni né dubbi, datti degli obiettivi, pianifica una strategia e perseguili.
- Le aziende sono fatte da persone, quindi tu e il tuo staff siete fondamentali, anzi indispensabili. Investi sulla vostra formazione, procurati le competenze per accrescere la vostra professionalità. Non devi farlo per poter dire che hai ricevuto il tal riconoscimento o che hai frequentato il tal corso, ma per alzare la qualità standard che ti contraddistingue, per stimolare te stessa e la tua squadra a vincere sempre, per essere in grado offrire alle tue clienti ciò che vogliono e di cui hanno bisogno.
Ti confesso una cosa, quando comincerai a toccare con mano il cambiamento, a respirare quell’energia che si sentirà nell’aria tutti i giorni, non ne potrai più fare a meno!
La soddisfazione di sapere che stai lavorando bene e vedere ripagati i tuoi sforzi sarà qualcosa a cui non vorrai più rinunciare.
Ti auguro di provare anche tu queste sensazioni quanto prima!
da Chiara | Feb 11, 2021 | Normativa
DEFINIZIONE DI COSMETICO
Secondo il Regolamento sui cosmetici, i prodotti cosmetici sono “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei;”.
DEFINIZIONE E TIPOLOGIE DI FARMACI
Sul sito salute.gov, fonte ufficiale italiana di riferimento, i termini “farmaco”, “medicinale”e “prodotto medicinale” sono stati usati nel corso degli anni come sinonimi; di recente si è preferito usare il termine medicinale, impiegato anche nelle direttive comunitarie che disciplinano questo settore. Si intende per medicinale:
- ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane;
- ogni sostanza o associazione di sostanze che possa essere utilizzata sull’uomo o somministrata all’uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.
I medicinali non hanno limitazioni in merito alla sede di applicazione e alla forma di somministrazione.
Possono distinguersi in:
- Medicinali preparati in farmacia (galenici) che a loro volta sono suddivisi in
– formule magistrali se preparati in base ad una prescrizione medica destinata ad un determinato paziente
– formule officinali se preparati in farmacia in base alle indicazioni della Farmacopea Europea o della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana e destinati ad essere forniti direttamente ai pazienti serviti da tale farmacia.
- Medicinali di origine industriale: ovvero medicinali per uso umano, preparati industrialmente o nella cui produzione interviene un processo industriale, che hanno una propria denominazione, che può essere un nome di fantasia non confondibile con la denominazione comune oppure una denominazione comune o scientifica accompagnata da un marchio o dal nome del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio, cioè del responsabile della commercializzazione del medicinale.
Sono inoltre classificati in:
OTC (Over The Counter): farmaci da banco o automedicazione
OP (con Obbligo di Prescrizione): dispensabili solo dietro presentazione di ricetta medica
SOP (Senza Obbligo di Prescrizione): dispensabili dal farmacista.
L’immissione in commercio di ogni medicinale di origine industriale deve essere autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o dall’Agenzia Europea per i medicinali (EMEA).
COSA PUO’ FARE L’ESTETISTA
La Legge sull’Estetica (L. 1/90), la normativa di riferimento per il settore e definisce senza lasciare adito ad alcun dubbio, cosa e come un’estetista deve esercitare la professione.
Nello specifico vediamo cosa dice l’articolo 1
art. 1. 1 . l’attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti.
1.2 . tale attività può essere svolta con l’attuazione di tecniche manuali, con l’utilizzazione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico, di cui all’elenco allegato alla presente legge, e con l’applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713
1. 3 . sono escluse dall’attività di estetista le prestazioni dirette in linea specifica ed esclusiva a finalità di carattere terapeutico.
A COSA PRESTARE MOLTA ATTENZIONE
Negli ultimi anni vengono immessi in commercio nel settore estetico molti prodotti che non sono assolutamente cosmetici ma medicinali.
Purtroppo, molte estetiste li utilizzano convinte di poterlo fare, ignorando, o peggio ancora, senza darsi pensiero che stanno commettendo un gravissimo illecito.
Il fatto che molte colleghe utilizzino un farmaco o che le aziende venditrici le rassicurino che non ci saranno problemi, pare legittimarle a fare altrettanto, ma non è così.
Utilizzare in estetica un prodotto che ha finalità terapeutiche (tale è appunto il farmaco) è reato penale.
L’articolo 340 del c.p. dice chiaramente:
“Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni con la multa da euro 10.000 a euro 50.000.”
Per essere più chiari, i prodotti più comunemente utilizzati sono: anestetici locali, farmaci ad azione antiinfiammatoria e/o antibatterica e filler.
A questo si aggiunge poi l’uso di macchinari elettromedicali, ma ne parleremo in altro articolo dedicato.
Quindi fai attenzione: se sei estetista ricordati che non puoi utilizzare né veicolare farmaci!
PRINCIPIO ATTIVO O SOSTANZA FUNZIONALE?
Spesso usati erroneamente come sinonimi, sono invece due cose diverse.
Il principio attivo è la componente biochimica farmacologicamente attiva da cui dipende la sua azione curativa, il medicinale vero e proprio.
Sperimentazione, commercializzazione e modo d’uso sono definiti dall’Agenzia Italiana del Farmaco.
La sostanza funzionale (di origine vegetale, animale, minerale o sintetica) è quell’ingrediente che garantisce una funzione specifica (protezione, idratazione, nutrizione, filtro…) ad una certa formulazione per migliorare la superficie su cui viene applicato. Non ha proprietà terapeutiche.
NEL PROSSIMO ARTICOLO APPROFONDIREMO L’ARGOMENTO, vedremo quali danni possono causare i cosmetici e quali sostanze sono vietate al loro interno.
SEGUICI!
Se hai domande specifiche o vuoi esprimere la tua opinione scrivi nei commenti qui sotto, sarà un piacere risponderti. Grazie!
Fonti: Salute.gov
da Chiara | Feb 2, 2021 | Normativa
SANZIONATI DUE CENTRI ESTETICI
Al Macrolotto Zero di Prato, in data 1 febbraio 2021, è stato effettuato un controllo presso due centri estetici, nei quali sono stati reperiti prodotti cosmetici con etichettatura non a norma. Alle due estetiste sono stati sequestrati dalla polizia municipale 160 smalti per unghie, 96 ciglia sintetiche ed altri prodotti per la cura del viso, privi di etichettatura o riportante solo ideogrammi cinesi, in violazione della normativa europea. Essa prevede, tra l’altro:– l’indicazione del nome o la ragione sociale del produttore– il numero di lotto di fabbricazione per identificare il prodotto cosmetico– gli ingredienti (lista INCI) – la data di durata di conservazione minima del prodotto dopo l’apertura (PAO). Ciascuna delle titolari delle due attività è stata sanzionata con un verbale da mille euro e con il sequestro amministrativo dei prodotti.
SAI COS’E’ ESATTAMENTE UN COSMETICO?
Sempre sul sito salute.gov, fonte ufficiale italiana di riferimento, il prodotto cosmetico viene così definito: “qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.
“Una sostanza o miscela destinata ad essere ingerita, inalata, iniettata o impiantata nel corpo umano NON E’ CONSIDERATA PRODOTTO COSMETICO.”
Approfondiremo meglio questo aspetto nel prossimo articolo, ma andiamo oltre…
L’ETICHETTA COSMETICA SECONDO LA LEGGE
Purtroppo frequentemente viene sottovalutata l’importanza dell’etichetta di un cosmetico. Ultimamente stanno uscendo sul mercato diverse aziende che propongono prodotti cosmetici, spesso low cost, talvolta realizzati con il brand del centro stesso. Se tutto questo si svolge nel rispetto delle norme ben venga, ma è bene controllare scrupolosamente ogni aspetto, poiché la legge, soprattutto dopo l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 1223/2009, è molto severa, e altrettanto lo sono sanzioni.
A COSA PRESTARE ATTENZIONE
Oltre a quanto indicato poc’anzi, è importante ricordare che tutti i cosmetici commercializzati all’interno della Comunità Europea, devono avere l’etichetta in lingua italiana (o essere accompagnati dalla traduzione), ed essere notificati al CPNP tramite notifica telematica come chiaramente indicato sul sito salute.gov.it.
Per ogni singola referenza è sempre necessario predisporre la Documentazione Informativa sul Prodotto (PIF – Product Information File) ai sensi dell’articolo 11 del regolamento 1223/2009, e in particolare occorre effettuare e documentare verifiche su:
- stabilità e compatibilità
- impurezze delle materie prime e del packaging
- calcolo del Margin of Safety (MOS)
- valutazioni e calcoli sul livello di esposizione
- obbligo di conduzione del challenge test
- valutazioni sulle prove di efficacia
- analisi statistica dei possibili effetti indesiderati
Al fine di dimostrare la conformità di un prodotto cosmetico alla normativa, la persona responsabile garantisce che i prodotti cosmetici, prima dell’immissione sul mercato, siano stati sottoposti alla valutazione della sicurezza sulla base delle informazioni pertinenti e che sia stata elaborata una relazione sulla sicurezza dei prodotti cosmetici a norma dell’allegato I. Nel momento in cui sull’etichetta compare solo il nome del Centro estetico, e non del produttore, la figura del responsabile ricade su di esso. E’ sempre consigliabile quindi verificare che questi documenti siano stati prodotti dal terzista e non limitarsi ad andare “a fiducia”.
L’AUTORIZZAZIONE MINISTERIALE
Non di rado si legge di prodotti cosmetici dotati di autorizzazione ministeriale, che però, ahimè, per il cosmetico non esiste.Prima dell’11 luglio 2013 (data ultima per l’entrata in vigore del citato regolamento 1223/2009) i prodotti cosmetici andavano notificati al Ministero della Salute e all’ASL di competenza, ed entro 30 giorni, salvo obiezioni da parte di una delle due parti, si potevano immettere in commercio (valeva il silenzio assenso). Ma questo oggi non avviene più. Diverso invece il discorso per i FARMACI, che per essere commercializzati in Italia devono aver ottenuto il rilascio dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) da parte dell’AIFA o della Commissione Europea. L’AIC viene rilasciata a seguito di una valutazione scientifica dei requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia del medicinale. Esiste poi il “codice ministeriale prodotto”, che è il numero che il Ministero della Salute assegna ad ogni farmaco quando viene registrato prima di essere messo in commercio. Il codice del prodotto deve essere obbligatoriamente indicato su tutte confezioni dei farmaci stessi. Quindi fai attenzione: se sei estetista ricordati che non puoi utilizzare né veicolare farmaci!
NEL PROSSIMO ARTICOLO APPROFONDIREMO L’ARGOMENTO, vedremo quali errori non commettere per evitare sanzioni e molto altro ancora.
SEGUICI!
Fonti: notiziediprato.it – Angel Consulting – Salute.gov