da admin | Lug 14, 2021 | Gestione del personale, Marketing
La fase onboarding
Una volta superata la fase iniziale di selezione, inizia la cosiddetta “fase onboarding”, durante la quale fornirai alla neo-risorsa quanto le sarà utile e necessario per integrarsi agevolmente e rapidamente con la tua attività e per crescere professionalmente aumentando le sue competenze.
Prova a metterti nei suoi panni, sicuramente concorderai che sarà fondamentale trovare un ambiente accogliente e tranquillo. Non c’è niente di peggio di sentirsi catapultare in un ambiente dove regnano tensione e disaccordi.
La serenità predispone ad un’apertura che accelera l’apprendimento, facilita la creazione di rapporti umani e collaborazione e di conseguenza aumenta la produttività.
Falle fare una sorta di tour del Centro estetico, se vedi che qualcosa è fuori posto non cominciare a parlare male di chi c’è (o c’era prima) nel team, offrile qualcosa da bere e chiedile quali sono le prime impressioni e come si sente.
Il Buddy
Il buddy (“amico”) è una sorta di mentore a cui fare riferimento, chiedere consigli, informazioni e spiegazioni. Se hai la possibilità di fare affiancare per i primi tempi la tua nuova risorsa, fallo senza pensarci due volte.
Potrà trasferire protocolli operativi, filosofia, cultura e valori aziendali ogni giorno facilitando la coesione del gruppo e l’inserimento della nuova collaboratrice.
L’importanza delle riunioni
Le riunioni sono importantissime per fare il punto della situazione, non tralasciarle e soprattutto non pensare che siano tempo perso.
Un lavoro ben organizzato aumenta la produttività di tutto l’organico, e di conseguenza aumenteranno sia l’autostima di tutto il team sia il fatturato
Nel prossimo articolo vedremo come organizzare il lavoro di squadra (team working).
da admin | Lug 7, 2021 | Gestione del personale, Marketing
La prima impressione è quella che conta?
Si dice che si hanno pochi secondi per fare una prima buona impressione, ed è verissimo.
A volte, vuoi per la necessità o l’urgenza di trovare la persona da inserire, vuoi per eccessivo buonismo, non si ascolta il proprio istinto, che difficilmente sbaglia, e i problemi, che dentro di noi già avevamo previsto inconsciamente, si presentano puntualmente.
Una stretta di mano moscia, un comportamento scomposto possono già darti delle indicazioni sulla determinazione e sull’atteggiamento più o meno professionale di chi hai di fronte.
Consiglio sempre di fare attendere la persona in sala d’attesa per qualche minuto e osservare come si rapporta con chi sta in segreteria o con le altre persone presenti.
Potresti notare un’eccessiva scompostezza, un atteggiamento troppo amichevole con la segretaria che ancora non conosce, un linguaggio sboccato là dove non ha motivo di mostrare il meglio di sé perché pensa nessuno lo/la veda (un domani si potrebbe verificare altrettanto con le clienti).
Anche la puntualità è importante, arrivare in ritardo (salvo catastrofi incombenti) è sintomo di scarso senso di responsabilità.
Se durante il colloquio comincia a sparlare degli ex datori di lavoro è una cosa molto grave: significa che, oltre a mancare loro di rispetto, non sa cosa siano la fedeltà e, soprattutto, la discrezione.
Altro campanello d’allarme: non mostra vivace interesse per il ruolo che andrebbe a ricoprire, pensa solo ad esaltare le proprie capacità senza considerare il lavoro di squadra e la prospettiva di collaborare con gli altri operatori non gli/le interessa.
Domande consigliate
Già l’abbiamo visto, nei precedenti articoli nel dettaglio, ma ti riassumo qui altre domande da porre al candidato:
Fatti illustrare come la sua esperienza con il lavoro di squadra, capirai così le sue attitudini ad inserirsi in un organico.
Chiedile un suo parere su come veniva svolto il lavoro, pregi e difetti, se ha raggiunto gli obiettivi.
In caso affermativo chiedi a cosa attribuisce il merito, in caso negativo chiedi quali sono le cause secondo lei/lui, gli errori commessi, e come gestirebbe una situazione analoga oggi.
Ti dico questo perché chi sa fare tesoro della propria esperienza è sicuramente prezioso per te, e dimostra una capacità analitica tale da consentire una buona riorganizzazione del lavoro senza dipendere sempre da chi dà le direttive
Nel prossimo articolo vedremo come curare l’inserimento del nuovo candidato e prevenire problemi.
da admin | Giu 23, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Lo stress test di selezione
Va di moda da qualche tempo, soprattutto tra i “cacciatori di teste”, anche se è una metodica che non amo particolarmente.
Il colloquio consiste nel sottoporre il candidato ad una serie di domande incalzanti con tono aggressivo per metterlo a disagio, a volte facendo lunghe pause per vedere come reagisce all’imbarazzo del silenzio.
Vengono poste domande mirate per valutare quali reazioni scaturiscono da una forte pressione.
Le domande più comuni sono:
– Ha mai lavorato in una situazione stressante? Mi faccia un esempio
– Come l’ha gestita?
– Pensa che i suoi colleghi si siano comportati correttamente?
– Cosa avrebbe voluto fare per affrontare e prevenire quel problema?
Se pensi di essere in grado di effettuare lo stress test questa è la linea da seguire
Lo scopo dello stress test è quello di mettere a disagio la persona che si ha di fronte dopo aver iniziato un colloquio pacato e gradevole, in cui abbasserà la guardia con l’obiettivo di destabilizzarla e vedere come reagisce a situazioni anomale e, appunto, stressanti.
Domande vietate
A volte si tende a fare domande troppo personali che sono vietate proprio perché vanno a ledere la privacy e la sensibilità della persona, invadendone la sfera personale.
Secondo quanto previsto dall’art. 27 del Codice delle Pari Opportunità,
“È vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale”.
E’ quindi vietato chiedere l’orientamento sessuale, politico o religioso, eventuali malattie ereditarie o meno, se intende avere figli, come li gestisce, che lavoro fanno i suoi genitori, ecc
La finalità di un colloquio di lavoro deve sempre essere sempre e solo quella di conoscere le competenze di un candidato e non di indagare sulla sua vita privata o esprimere giudizi sulla persona, i suoi valori o ciò che non è strettamente attinente alla sua valutazione per ricoprire il ruolo richiesto.
Ricorda che il candidato può legittimamente rifiutarsi di rispondere ad una domanda se questa non è funzionale al ruolo richiesto.
Non considerarlo una persona ostile, sta solo salvaguardando i propri diritti, probabilmente al posto suo faresti altrettanto.
Ma tu che cosa offri?
Hai appena finito di esaminare la persona, ma una cosa che spesso non viene considerata è che anche la persona che hai di fronte sta facendo altrettanto con te.
Non si può soltanto chiedere senza dare nulla in cambio. Giustamente tu cerchi una persona che sia in linea con le tue esigenze, ma anche tu devi essere in linea con le sue, altrimenti, presto o tardi, si creeranno situazioni di attrito che sarà poi difficile gestire.
Pertanto, se per te la persona non va bene è meglio che tu glielo dica subito,.
Se invece pensi possa essere adatta a te, almeno al primo acchito, chiarisci subito, oltre a cosa desideri, cosa offri tu, questi sono i quattro punti cardine:
- Retribuzione
- Orario di lavoro
- Formazione
- Organizzazione del lavoro
Ti consiglio di chiarirli bene prima di tutto a te stessa, non sono aspetti banali: devono essere ben specificati fin dall’inizio a scanso di equivoci e malintesi, modificarli successivamente non è corretto, e sarà sicuramente motivo di malcontento da parte del nuovo collaboratore (e quindi genereranno problemi che si ripercuoteranno sulla tua attività).
Riferimenti normativi
Decreto legislativo 198/2006 art. 27, comma 1;
Decreto legislativo 11/04/2006, n. 198 art. 27. Comma 2;
Decreto Legislativo 276/2003;
Decreto Legislativo 215/03
Costituzione della Repubblica articolo 3;
Legge 20/05/1970, n. 300, articolo 8;
Nel prossimo articolo vedremo come scrivere un annuncio di ricerca del personale.
da admin | Giu 16, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Il colloquio iniziale classico
Dopo aver valutato i curricula ricevuti e selezionato i potenziali candidati per il ruolo che desideri coprire, convoca la persona e assicurati di avere tutto il tempo necessario per effettuare un colloquio senza interruzioni di sorta. Non solo per una questione di buona educazione e di rispetto per chi hai davanti, ma proprio perché, se non presti la dovuta attenzione a tutti i dettagli, il rischio più grosso è quello di assumere la persona sbagliata.
Fermo restando che la certezza di non commettere errori non esiste, almeno cerchiamo di ridurre al minimo il margine di errore.
Dopo aver riletto le competenze del candidato, è importante conoscerne anche la personalità.
Ti elenco alcune domande che ti aiuteranno a comprendere meglio chi hai di fronte.
Importante: dai sempre del LEI, mantenere le distanze è fondamentale!
Domande
- Mi racconti di lei e degli studi svolti
- Ha qualche specializzazione? Quale?
- Perché ha scelto questa specializzazione?
- Mi racconti della sua esperienza lavorativa.
- Che ruolo e che mansioni ha svolto in passato?
- Ha mai lavorato in team?
- Come si è trovata?
- Ci sono state difficoltà? In caso affermativo chiedine la causa e come le ha affrontate
- Cosa pensa di avere sbagliato in passato?
- Cosa ha imparato dai suoi errori?
- Qual è la sua maggiore debolezza?
- Qual è il suo punto di forza?
- Le piacerebbe aumentare le sue competenze?
- Quali?
- È disposta a frequentare corsi di formazione?
- Qual è il maggiore ostacolo che ha incontrato?
- Se dovesse avere un problema di qualsiasi genere con una cliente e avesse carta bianca per muoversi, sarebbe in grado di prendere decisioni in autonomia o ha sempre necessità di direttive dall’alto?
- Quale compenso ritiene adatto alle sue competenze?
- Ha mai avuto dei riconoscimenti per il suo lavoro?
- Se sì, quali?
- Cosa pensa della sua professione?
- Cosa le piace meno di questo lavoro?
- Cosa le piace di più?
- Perché ha chiuso/vuole chiudere l’ultimo/l’attuale rapporto di lavoro?
- Perché pensa di essere adatta al ruolo che offriamo?
- Cosa le interessa meno di questo lavoro?
- Con che tipo di persone le piace lavorare?
- Chi/cosa la mette in difficoltà?
- Che disponibilità di orari ha?
Ovviamente per ogni domanda dai il tempo di rispondere, non è un interrogatorio terzo grado ma un semplice colloquio di lavoro. Fai delle pause per avere e dare il tempo di riflettere, al candidato sulle risposte e a te sulla domanda.
Prendi appunti, non pensare di tenere tutto a mente perché dopo aver visto tre o quattro persone comincerai a fare confusione
Come analizzare i dati raccolti
A fine colloquio, ti consiglio fare una valutazione, magari su un foglio Excel, assegnando un voto alle competenze e alla persona, per avere uno schema riepilogativo quando dovrai rianalizzare le schede dei potenziali candidati e fare la prima scrematura.
Aspetto fisico
È importante, soprattutto nel nostro lavoro: non parlo di bellezza ma di cura della persona, una persona trasandata non è una buona immagine per le clienti
Spigliatezza
Il rapporto con il pubblico è fondamentale, una persona troppo timida o passiva tende a “subire” la cliente e non saperla gestire
Cortesia ed educazione
Il modo in cui si pone e la sua gestualità ti faranno capire se la persona è in linea con te e la tua filosofia
Linguaggio, tono e impostazione della voce
L’utilizzo continuo di termini dialettali, una voce troppo alta, un linguaggio sgrammaticato, o un’aggressività verbale, o se parla troppo velocemente o lentamente
Competenze
Possono essere basiche o specialistiche
Ambizione
La voglia di crescere è importante, è sintomo di amor proprio e, si spera, amore per il proprio lavoro
Disponibilità a formarsi
E’ collegata al punto precedente ed è altrettanto importante
Disponibilità orario
Flessibile, part time, full time
Nel prossimo articolo vedremo un secondo tipo di colloquio chiamato “stress test”, quali domande non fare mai perché sono illegali.
da admin | Giu 9, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Nell’articolo precedente abbiamo parlato di alcuni problemi che possono insorgere a causa di una gestione dei dipendenti non ottimale.
Vediamo come prevenirli e gestirli.
Pianificazione
Il lavoro va sempre programmato e organizzato, l’approssimazione non va d’accordo con la buona operatività e non produce i risultati positivi.
In fase di assunzione devi assegnare delle mansioni specifiche ai tuoi collaboratori, non puoi pensare che da soli sappiano sempre cosa e come fare, e soprattutto cosa tu vuoi da loro.
Se non l’hai fatto prima fallo adesso, specificando cosa e come devono portare avanti i loro compiti. Per “come” intendo non solo le modalità ma anche la tempistica, che sia umana (non sono macchine) e accettabile.
Stabilisci ogni step, meglio se scrivi tutto, e poi, in riunione (ne parliamo tra poco), affronti l’argomento,
Cerca di non dare nulla per scontato, ciò che per te è ovvio può non esserlo per altri.
Non pensare di trovare il tuo alter ego perfetto, perché non è possibile.
Ricorda che la tua dipendente non deve essere la tua “compagna di merende” ma qualcuno che lavora per te.
Se non ha il tuo stesso umorismo, pazienza! La cosa importante è che sia la professionista di cui hai bisogno.
Le riunioni
Per fare questo organizza delle riunioni periodiche in cui rivedi e perfezioni sia l’operatività che eventuali problemi emersi, soluzioni attuate e da attuare (ne abbiamo parlato qualche tempo fa in un altro articolo ).
Una volta terminata la riunione stila un verbale di quanto è stato deciso e firmatelo tutti per presa visione.
Perché un domani qualcuno non dica “io non c’ero, e se c’ero dormivo!”
Le regole
Senza regole non c’è gestione, ma si lavora per inerzia a casaccio.
E soprattutto, se non dai delle direttive precise non puoi lamentarti che il lavoro non venga svolto come desideri.
Puntualizzo una cosa: cerca di non pretendere l’impossibile dai tuoi collaboratori e mettili in grado di raggiungere gli obiettivi che fissi. Ho visto titolari arrabbiarsi con le dipendenti che non sapevano effettuare trattamenti che nessuno gli aveva mai insegnato né mostrato.
Vuoi che sia anche una buona commerciale? Saper vendere non è da tutti, penso tu lo sappia, c’è chi è più timido, chi ha mille schemi mentali da cui non riesce ad uscire, chi si fa mille problemi nel proporre un acquisto perché già ha deciso che la cliente non accetterà.
Non è impossibile imparare, ma certamente non è facile né rapido, e non è pensabile che, insegnando la formuletta magica (alias “disco vendita”) in pochi giorni una persona cambi carattere, atteggiamento e mentalità.
Perché ti dico questo? Perché non puoi costringere una persona ad andare contro natura, non sarebbe semplice nemmeno per te.
Se hai delle persone più qualificate o propense alla vendita affida a loro la parte commerciale, risparmierai tempo e soldi. Se invece hai deciso che assolutamente vuoi formare alla vendita tutto il personale senza esclusioni, metti in conto tutte le difficoltà che incontrerete entrambe.
Non è solo dando l’incentivo che la trasformerai, te lo assicuro.
Dai il buon esempio
Sembra ovvio ma non lo è.
Lamentarsi perché le collaboratrici sono poco sorridenti o cortesi se tu sei la prima a inveire contro tutti e tutto, clienti comprese, non è proprio il migliore modello da emulare da offrire.
Ci saranno sempre giornate di tensione, faticose, troppo piene o troppo vuote, che vanno storte da quando alzi la saracinesca fino a sera, ma ce ne saranno anche molte altre, spero sempre di più, in cui il sorriso ti resta stampato sulla faccia, e soprattutto, lo porti nel cuore.
Il nostro lavoro è duro, stancante, ma è anche splendido.
Se lo fai con amore riuscirai a trasferire la tua passione a chi lavora accanto a te (oltre alle clienti) e sarai meravigliosamente contagiosa.
In uno dei prossimi articoli parleremo di come gestire il lavoro di squadra.
E se lei se ne va e mi lascia a piedi?
La porta è aperta, avanti un altro!
Questi ricattini subdoli lasciano il tempo che trovano, se così dovesse essere sappi che ti stai liberando di una marea di problemi che presto o tardi sarebbero emersi comunque.
Quindi festeggia e comincia a cercare la sostituta.
Ma prima di arrivare a questo punto, devi chiederti se è davvero tutta colpa sua se il vostro rapporto non funziona.
E allora cosa faccio?
Lo vedremo nel prossimo articolo, seguimi e vedrai!
da admin | Giu 3, 2021 | Gestione del personale, Marketing
Sono troppo buona, mi fregano sempre!
Quante volte ho sentito questa frase! La titolare sottomessa dalle proprie dipendenti, che si ritrova a dover sottostare ai loro malumori o alla loro inerzia a causa della propria incapacità di far rispettare le proprie direttive, una situazione assurda in cui i ruoli paradossalmente si invertono.
Troppo buona non significa sciocca. Il problema è che spesso, soprattutto chi viene da una gavetta pesante e attribuisce al lavoro e alle persone il giusto peso, tende a dare più del dovuto aspettandosi quantomeno un po’ di riconoscenza, che spesso non arriva. Come si dice? Fai del bene e scordalo fai del male e pensaci!
Devi tenere ben chiaro davanti a te una cosa: il lavoro è una merce di scambio. Tu compri il tempo e la manodopera di una persona in cambio di soldi.
Ovviamente più tempo ti dedica e più elevate sono le sue competenze più è giusto retribuire.
Ma è vero anche il contrario: una persona che lavora poco e male non può assolutamente pretendere di ricevere lo stipendio pari a quello di chi, al contrario, lavora molto, bene ed autonomamente.
Formare una persona costa, perché richiede tempo
…ed il tempo è denaro, sempre. Quindi spendilo nel modo migliore.
Se decidi di inserire una ragazza giovane da formare, innanzitutto devi fare molta attenzione in fase di selezione, assicurati che abbia le qualifiche che ti interessano, o che perlomeno voglia aumentare le proprie competenze facendo corsi di formazione, cerca di capire, per quanto possibile, se è la persona giusta per te.
Lo so, l’umiltà oggi scarseggia un po’ ovunque, ma ti garantisco che se è vero che c’è tanta pigrizia e incompetenza, ci sono anche tante persone che hanno voglia di crescere e non cercano altro che l’occasione per farlo.
Belle parole, ma non mi stanno a sentire
Ti sei chiesta perché?
Spesso vedo titolari che chiedono alle dipendenti di svolgere delle mansioni, per le quali, peraltro, sono pagate. Questo è l’errore numero uno.
Per quale motivo dovresti chiedere? Tu sei il capo e devi ordinarglielo.
Questo non significa assumere il ruolo di despota, ma se fin dall’inizio i ruoli non sono chiari, presto o tardi ti troverai a dover elemosinare l’approvazione delle tue dipendenti, e sarà praticamente impossibile tornare indietro.
Le tratto come delle figlie e questo è il risultato!
Questo è l’errore numero due. Se hai già dei figli penso che tu non abbia bisogno di adottarne altri, e se non ne hai quando sarà il momento fanne di tuoi con la persona che ami!
C’è anche chi arriva a trasformare il rapporto titolare-dipendente in amicizia, la pizza il sabato sera, la condivisione della propria vita privata e della propria emotività.
Niente di più sbagliato.
Puoi essere la titolare più tollerante e gentile del mondo, ma i paletti vanno messi, e li devi TU mettere fin dal primo giorno, perché se vuoi che ti portino rispetto devi far sì che percepiscano la tua autorevolezza.
Diversamente rischi di trovarti nella situazione simile a quella del genitore amico, che poi non riesce più ad imporsi sui figli: devi entrare nel rango di colei/colui che gestisce (gestire significa condurre, amministrare) il Centro estetico in toto: collaboratrici, clienti e fornitori.
E se lei se ne va e mi lascia a piedi?
La porta è aperta, avanti un altro!
Questi ricattini subdoli lasciano il tempo che trovano, se così dovesse essere sappi che ti stai liberando di una marea di problemi che presto o tardi sarebbero emersi comunque.
Quindi festeggia e comincia a cercare la sostituta.
Ma prima di arrivare a questo punto, devi chiederti se è davvero tutta colpa sua se il vostro rapporto non funziona.
E allora cosa faccio?
Lo vedremo nel prossimo articolo, seguimi e vedrai!